Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Pretendiamo la restituzione di oltre due miliardi di euro dalla Chiesa






La Convenzione Finanziaria dei noti Patti Lateranensi così norma all'articolo 1:

L’Italia si obbliga a versare, allo scambio delle ratifiche del Trattato, alla Santa Sede la somma di lire italiane 750.000.000 (settecento cinquanta milioni) ed a consegnare contemporaneamente alla medesima tanto Consolidato italiano 5% al portatore (col cupone scadente al 30 giugno p.v.) del valore nominale di lire italiane 1.000.000.000 (un miliardo).
All'articolo due invece:
La Santa Sede dichiara di accettare quanto sopra a definitiva sistemazione dei suoi rapporti finanziari con l’Italia in dipendenza degli avvenimenti del 1870.

Con questa disposizione lo Stato Italiano, tramite Mussolini, ed il Vaticano, tramite il Cardinale GASPARRI , ponevano fine alla questione romana, correlata alla nota breccia di Porta Pia, ritrovavano la concordia ma in particolar modo l'Italia salvava le casse di una Chiesa che era sull'orlo del fallimento.
Un risarcimento danni illegittimo, sproporzionato e figlio solo di un compromesso politico non condiviso e sostenuto da buona parte del popolo italiano.
Quella cifra, se attualizzata, con la rivalutazione monetaria, corrisponde circa a due miliardi e mezzo di euro.
Solo con una iniziativa parlamentare, visto che non è ammissibile referendum su quella materia, poiché la Corte Costituzionale con sentenza n. 16 del 2 febbraio 1978 lo dichiarò inammissibile, in quanto «trattato» con uno stato estero, supportata da una pressione del popolo, è possibile pretendere ciò che è giusto pretendere. La restituzione di ciò che è stato “elargito” alla Chiesa in modo illegittimo ed in ogni caso sproporzionato e non in modo equo dall'Italia di Mussolini.
Due miliardi e mezzo di euro.
I modi per ottenere la ripetizione di quella somma si possono trovare, le vie della dignità sono infinite, d'altronde la dignità non ha prescrizione.
Si eviterebbe una manovra finanziaria, ai danni dei cittadini e si offrirebbe una piccola ma importante boccata di ossigeno alla casse del nostro Stato sempre più dissestato.






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