Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

E ritornerà Forza Italia entro il 30 luglio 2014


Correva l'anno duemilaotto, il giorno ventisette del mese di febbraio ed a Roma in Via del Plebiscito 102 nasceva l'atto costitutivo dell'Associazione Popolo della Libertà.
L'Associazione aveva il fine di attuare un programma politico di libertà, democrazia e giustizia sociale, di liberalismo, solidarietà ed equità fiscale, con vocazione europea. L'Associazione aveva come proprio scopo, quello di procurare che, attraverso di essa, i movimenti politici Forza Italia e Alleanza Nazionale, con la eventuale aggiunta di altri soggetti, avviino un percorso di azione politica unitaria e congiunta, con la prospettiva che, nel pieno rispetto dei propri Statuti e delle future determinazioni assunte nelle rispettive sedi proprie congressuali, sia dato luogo entro il 1° marzo 2009 ad un unico soggetto politico. Come è noto poi nascerà l'unico soggetto politico, il PDL, con il suo statuto ancora vigente.
All'interno dell'atto costitutivo del 2008 si leggeva che “la durata dell'Associazione, salvo che la stessa non venga prima della scadenza stabilita a tempo indeterminato, per unanime decisione degli Associati, è fissata al 30 luglio 2014 e, in ogni caso, sino a che non si saranno completate tutte le attività conseguenti alla sua partecipazione alla consultazione elettorale del 13/14 aprile 2008 per il rinnovo del Parlamento nazionale, ovvero a quella relativa ad eventuali altre consultazioni elettorali successivamente tenute”. 

Chiaramente quell'atto costitutivo è stato superato, però i fatti che noi tutti conosciamo, il dire e non dire, il mostrare sempre con orgoglio e soddisfazione le bandiere di forza Italia, penso per esempio al 2 maggio 2013 ove durante il programma “La guerra dei 20 anni” una trasmissione dedicata alla difesa mediatica di Berlusconi per il noto processo Ruby, le telecamere entrate nella villa di Berlusconi si soffermavano per ben due volte sulle bandiere di forza Italia, le uniche presenti.
Dunque quel 30 luglio 2014 indicato come periodo massimo per ultimare lo scopo dell'associazione Popolo delle Libertà da cui poi è nata l'attuale organizzazione politica PDL, rischia, nel paradosso del sistema esistente, di segnare la data ove si scioglierà il PDL per ritornare alla sua vera madre, Forza Italia.
Piccole indicazioni che ben rispondono ad un desiderio e ad una volontà in fondo mai negata.
Forza Italia che storicamente nasceva contestualmente al fallimento del progetto politico delle mafie che volevano idealmente l' Italia divisa in tre, Nord, con la lega, il Centro con i partiti centristi, ed il Sud con i suoi movimenti indipendentisti ora ritornerà alla ribalta per concludere un ventennio iniziato formalmente nel giugno del 1993 ma a livello di attivismo politico nel gennaio del 1994 o per segnare l'inizio di un ritorno al passato? Verrebbe da dire quando la politica è ciclica, non solo negli eventi, ma anche nella forma, forma che poi sarà sostanza di una seconda repubblica che non vuole proprio morire.






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