Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

E ritornerà Forza Italia entro il 30 luglio 2014


Correva l'anno duemilaotto, il giorno ventisette del mese di febbraio ed a Roma in Via del Plebiscito 102 nasceva l'atto costitutivo dell'Associazione Popolo della Libertà.
L'Associazione aveva il fine di attuare un programma politico di libertà, democrazia e giustizia sociale, di liberalismo, solidarietà ed equità fiscale, con vocazione europea. L'Associazione aveva come proprio scopo, quello di procurare che, attraverso di essa, i movimenti politici Forza Italia e Alleanza Nazionale, con la eventuale aggiunta di altri soggetti, avviino un percorso di azione politica unitaria e congiunta, con la prospettiva che, nel pieno rispetto dei propri Statuti e delle future determinazioni assunte nelle rispettive sedi proprie congressuali, sia dato luogo entro il 1° marzo 2009 ad un unico soggetto politico. Come è noto poi nascerà l'unico soggetto politico, il PDL, con il suo statuto ancora vigente.
All'interno dell'atto costitutivo del 2008 si leggeva che “la durata dell'Associazione, salvo che la stessa non venga prima della scadenza stabilita a tempo indeterminato, per unanime decisione degli Associati, è fissata al 30 luglio 2014 e, in ogni caso, sino a che non si saranno completate tutte le attività conseguenti alla sua partecipazione alla consultazione elettorale del 13/14 aprile 2008 per il rinnovo del Parlamento nazionale, ovvero a quella relativa ad eventuali altre consultazioni elettorali successivamente tenute”. 

Chiaramente quell'atto costitutivo è stato superato, però i fatti che noi tutti conosciamo, il dire e non dire, il mostrare sempre con orgoglio e soddisfazione le bandiere di forza Italia, penso per esempio al 2 maggio 2013 ove durante il programma “La guerra dei 20 anni” una trasmissione dedicata alla difesa mediatica di Berlusconi per il noto processo Ruby, le telecamere entrate nella villa di Berlusconi si soffermavano per ben due volte sulle bandiere di forza Italia, le uniche presenti.
Dunque quel 30 luglio 2014 indicato come periodo massimo per ultimare lo scopo dell'associazione Popolo delle Libertà da cui poi è nata l'attuale organizzazione politica PDL, rischia, nel paradosso del sistema esistente, di segnare la data ove si scioglierà il PDL per ritornare alla sua vera madre, Forza Italia.
Piccole indicazioni che ben rispondono ad un desiderio e ad una volontà in fondo mai negata.
Forza Italia che storicamente nasceva contestualmente al fallimento del progetto politico delle mafie che volevano idealmente l' Italia divisa in tre, Nord, con la lega, il Centro con i partiti centristi, ed il Sud con i suoi movimenti indipendentisti ora ritornerà alla ribalta per concludere un ventennio iniziato formalmente nel giugno del 1993 ma a livello di attivismo politico nel gennaio del 1994 o per segnare l'inizio di un ritorno al passato? Verrebbe da dire quando la politica è ciclica, non solo negli eventi, ma anche nella forma, forma che poi sarà sostanza di una seconda repubblica che non vuole proprio morire.






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