Passa ai contenuti principali

Ci risiamo, nuova proposta di legge per la “natura” editoriale di internet



E' stata depositata la nuova proposta di Legge A.C. 925 che riproduce il testo unificato atto Camera n. 26-385-539-588-1177-1243-2084- 2764-3021-4355- A, approvato dalla Camera dei deputati nella XIV legislatura dopo un approfondito esame durato oltre due anni.

Lo scopo di questa proposta di legge è duplice.
Da un lato si eliminano le pene detentive per reati di diffamazione con il mezzo della stampa. Si riduce ad un anno il termine della prescrizione dell’azione civile,  si introducono limiti per la liquidazione del danno in via equitativa, l’entita` del danno non patrimoniale non puo` comunque eccedere la somma di 30.000 euro, e le pene, in caso di diffamazione a mezzo stampa, non supereranno i 10 mila euro così come potrà essere condannato anche lo stesso querelante a 10 mila euro, però tutto ciò ha un prezzo.
L’articolo 1 della presente proposta di legge interviene sulla legge sulla stampa, la legge 8 febbraio 1948, n. 47, specificando che essa si applica anche ai siti internet aventi natura editoriale, ampliando l’ambito applicativo dell’istituto della rettifica, prevedendolo anche per la stampa non periodica, come, per esempio, i libri, riformulando il reato di diffamazione con il mezzo della stampa per fatto determinato e disciplinando il risarcimento del danno.
Nel testo della proposta si specifica che per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese, su non piu` di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verita` , purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata ;

Insomma, da un lato si eliminano le pene detentive per il reato di diffamazione, si pone un limite alla natura risarcitoria, ma dall'altro, si equipara internet alla stampa, con tutte le implicazioni del caso. La legge 7 marzo 2001, n. 62 intende per "prodotto editoriale", il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici.
Teoricamente vi potrebbero rientrare tutti i blog e siti, sarà, come sempre, una questione di interpretazione. La Cassazione con la sentenza n° 10535 del 2009 ha fornito una interpretazione restrittiva, ma, come è noto, la giurisprudenza muta nel tempo, si adegua, spesso, alla volontà del sistema. Fino a quando non vi saranno dei paletti fermi che possano definire con chiarezza ed in modo tassativo cosa sia il prodotto editoriale per internet, ci si dovrà rimettere alle valutazioni dei tribunali, ma, in via precauzionale, certamente si adotteranno tutte le misure del caso, per non incorrere nei rischi correlati.
E' questo il prezzo da pagare per l' eliminazione delle pene detentive dal reato di diffamazione?
D'altronde, come è noto, colpire le tasche di chi cura un sito internet, è più efficace per contrastare chi osa scrivere fatti, o manifestare opinioni non gradite.
No al reato di diffamazione, no alla natura risarcitoria per la diffamazione, no all'estensione del prodotto editoriale per internet, la libertà di pensiero e di opinione non si processa.


Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…

Ma ha ancora senso la "Venezia Giulia"? O meglio regione di Trieste?

Venezia Giulia. Un nome che ha sicuramente un suo fascino, originale, una forzatura storica pasticciata, proposta ed utilizzata sin dal 1863, come si legge nell'Enciclopedia Treccanti dal linguista goriziano G.I. Ascoli in sostituzione di ‘Litorale’ (Küstenland), usato dagli Austriaci. "Dal 1920 sotto la denominazione di V. furono compresi anche territori appartenenti alla Carniola; i limiti della regione non erano del resto ben definiti: ora comprendeva anche il Friuli ora questo era considerato come appartenente al Veneto, per cui la V. corrispondeva ai territori orientali ceduti dall’Austria all’Italia in seguito alla Prima guerra mondiale, cioè le province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume (superficie 8893 km2 con 955.257 ab. nel 1936), zona caratterizzata dal graduale trapasso del sistema alpino in quello dinarico e dalla compenetrazione di elementi italiani e slavi. Il piccolo lembo della V. rimasto all’Italia dopo la Seconda guerra mondiale è confluito nella regione a …