Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Trovati i soldi per gli ammortizzatori, ma si pesca sempre dai fondi per i lavoratori



I politici tutti felici e contenti.
Ognuno rivendica la grande vittoria conseguita.
Trovati i soldi per l'emergenza ammortizzatori sociali in scadenza.
Certo, ma ovviamente dove il Governo ha deciso di andare a pescare con l'amo dell'avidità questi benedetti soldi?

Dal Fondo sociale per l'occupazione e la formazione nel quale confluiscono anche il Fondo per l'occupazione e le risorse destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente. Le risorse del fondo sociale per l' occupazione e formazione sono utilizzate per attività' di apprendimento, prioritariamente svolte in base a libere convenzioni volontariamente sottoscritte anche con università' e scuole pubbliche, nonché' di sostegno al reddito .
Ma si pesca anche dal fondo di rotazione che in sostanza serviva alle regioni, in conformità a quanto previsto dai programmi regionali di sviluppo, per predisporre programmi pluriennali e piani annuali di attuazione per le attività di formazione professionale.

Dunque si attinge sempre da risorse destinate ai lavoratori per coprire ammortizzatori sociali che nascono in una situazione di ordinaria emergenza figlia di politiche fallimentari di questo Stato.

Insomma è l'ennesima beffa.
Una cosa è certa, se prima gli ammortizzatori sociali riuscivano ad addormentare il conflitto e le rivolte, ora difficilmente sarà così. Il costo della vita è aumentato, le spese ordinarie anche, dunque i soldi, anche quelli derivanti dagli ammortizzatori sociali, non bastano più, e la morfina sociale inizierà a perdere la sua efficacia.
Ma la domanda sorge spontanea, perché attingere da fondi destinati alla formazione e ad incentivare l'occupazione dei lavoratori? Forse i Fondi per come gestisti sono stati un vero fallimento?
Perché non attingere le risorse dai ricchi nel nome dell'evocata, a parole, ridistribuzione della ricchezza? Perché non fermare quel malefico processo che vede l'Italia ancora in pista, senza ancora decollare, ma i motori rullano, per l'acquisto dei noti cacciabombardieri F35 ?
Nè demagogia, né retorica, semplicemente scelta etica e politica conforme al dogma del capitalismo.

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