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Il gesto infame di Notre Dame

Jan Palach nel 1969 nel pieno centro di Praga, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, si cospargeva il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino. Morì dopo qualche giorno di agonia. Con quel gesto divenne il simbolo della resistenza anti-sovietica.
Maggio 2013 Dominique Venner entra a Notre Dame che piomberà nell'incubo del rumore, un rumore fugace ma secco.
La morte.
Suicidio politico il primo, sudicio politico il secondo.
Ma con una abissale differenza, profonda come il buio che domina ogni oceano,  aspra come il sapore del mare infuriato, Venner si uccide per risvegliare le coscienze, così come Jan Palach, ma contro un diritto, che è il diritto, contro il diritto all'amore, contro la civiltà degna di tal nome.
Un gesto infame, come infame veniva definita la legge che autorizza i matrimoni omosessuali in Francia.
Un gesto dalla gravità inaudita.
Sarà il martire per il razzismo? Sarà il martire per l'omofobia? Sarà il martire di tutto ciò che è intellettualmente e concettualmente reazionario?
Siamo nel 2013 tra esorcismi ritrovati e caccia alle streghe invocate, è scontro violento e colmo di mero odio, tra la civiltà e l'inciviltà.
Temo che quel gesto di Notre Dame diventerà un simbolo, un simbolo nel nome del quale ogni violenza troverà legittimazione.
Nessun dramma, solo lucida reazionaria follia.
Nessun rispetto per questo suicidio politico, almeno da parte mia.

Commenti

  1. Ancora meno rispetto per Te .... da parte mia!!

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