Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

L'antifascismo è

L'antifascismo è

Non ho conosciuto l'occupazione fascista, ma ho conosciuto chi ha vissuto l'occupazione fascista, chi ha lottato contro il fascismo e chi ha combattuto per il fascismo.
Ed ecco il 25 aprile.
Celebrazione, cerimonia, ritualità?
Non è né una celebrazione, né una cerimonia né una ritualità.
Una mattina ti svegli, e ti accorgi che il computer non funziona, i telefoni non funzionano, le Tv non funzionano.
Vuoi uscire dal tuo dormitorio, per capire cosa è accaduto cosa è caduto.
La porta è bloccata.
Un giorno senza luce.
Sfondi la porti a calci.
Un calcio, due calci, tre calci e la porta si apre.
La natura continua il suo corso.
Sole e canti degli uccelli.
Ma la città è rumorosa.
Non rumori di macchine o mezzi, ma rumori di umori turbolenti.
Devi raggiungerla.
Devi ascoltarla.
Devi sentirla.
Devi toccarla.
Devi vederla.
Devi abbracciarla e baciarla.
I Treni non possono né partire né arrivare.
Le macchine ed i motorini non funzionano.
Cerchi una bicicletta.
Ma in quel momento ti ricorderai di non aver una bicicletta.
In lontananza ascolti le urla delle persone.
Si odono anche dei tonfi e colpi secchi.
Sembrano degli spari.
E cammini.
Cammini per le strade.
Ma le strade non son sicure.
Spari e tonfi.
Il Carso ed i suoi sentieri.
Ma non sei abituato a camminare per il Carso, a nasconderti dietro le pietre, a fuggire dal nulla che travolge il tutto per mutarlo in vuoto e confine recintato dal filo spinato ed arrugginito dalla miserabile cattiveria umana. Dall'odio.
E dovrai camminare, e dovrai sudare e dovrai sperare per incontrare, abbracciare, baciare, toccare e sentire ed ascoltare quella libertà che hai avuto a portata di mano per una vita travolta e coinvolta nella ordinaria frenesia di una società bieca e meccanizzata ma senza mai cercarla.
L'antifascismo è l'amore incondizionato per l'umanità che osa la libertà.



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