I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

L'antifascismo è

L'antifascismo è

Non ho conosciuto l'occupazione fascista, ma ho conosciuto chi ha vissuto l'occupazione fascista, chi ha lottato contro il fascismo e chi ha combattuto per il fascismo.
Ed ecco il 25 aprile.
Celebrazione, cerimonia, ritualità?
Non è né una celebrazione, né una cerimonia né una ritualità.
Una mattina ti svegli, e ti accorgi che il computer non funziona, i telefoni non funzionano, le Tv non funzionano.
Vuoi uscire dal tuo dormitorio, per capire cosa è accaduto cosa è caduto.
La porta è bloccata.
Un giorno senza luce.
Sfondi la porti a calci.
Un calcio, due calci, tre calci e la porta si apre.
La natura continua il suo corso.
Sole e canti degli uccelli.
Ma la città è rumorosa.
Non rumori di macchine o mezzi, ma rumori di umori turbolenti.
Devi raggiungerla.
Devi ascoltarla.
Devi sentirla.
Devi toccarla.
Devi vederla.
Devi abbracciarla e baciarla.
I Treni non possono né partire né arrivare.
Le macchine ed i motorini non funzionano.
Cerchi una bicicletta.
Ma in quel momento ti ricorderai di non aver una bicicletta.
In lontananza ascolti le urla delle persone.
Si odono anche dei tonfi e colpi secchi.
Sembrano degli spari.
E cammini.
Cammini per le strade.
Ma le strade non son sicure.
Spari e tonfi.
Il Carso ed i suoi sentieri.
Ma non sei abituato a camminare per il Carso, a nasconderti dietro le pietre, a fuggire dal nulla che travolge il tutto per mutarlo in vuoto e confine recintato dal filo spinato ed arrugginito dalla miserabile cattiveria umana. Dall'odio.
E dovrai camminare, e dovrai sudare e dovrai sperare per incontrare, abbracciare, baciare, toccare e sentire ed ascoltare quella libertà che hai avuto a portata di mano per una vita travolta e coinvolta nella ordinaria frenesia di una società bieca e meccanizzata ma senza mai cercarla.
L'antifascismo è l'amore incondizionato per l'umanità che osa la libertà.



Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?