Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

L'antifascismo è

L'antifascismo è

Non ho conosciuto l'occupazione fascista, ma ho conosciuto chi ha vissuto l'occupazione fascista, chi ha lottato contro il fascismo e chi ha combattuto per il fascismo.
Ed ecco il 25 aprile.
Celebrazione, cerimonia, ritualità?
Non è né una celebrazione, né una cerimonia né una ritualità.
Una mattina ti svegli, e ti accorgi che il computer non funziona, i telefoni non funzionano, le Tv non funzionano.
Vuoi uscire dal tuo dormitorio, per capire cosa è accaduto cosa è caduto.
La porta è bloccata.
Un giorno senza luce.
Sfondi la porti a calci.
Un calcio, due calci, tre calci e la porta si apre.
La natura continua il suo corso.
Sole e canti degli uccelli.
Ma la città è rumorosa.
Non rumori di macchine o mezzi, ma rumori di umori turbolenti.
Devi raggiungerla.
Devi ascoltarla.
Devi sentirla.
Devi toccarla.
Devi vederla.
Devi abbracciarla e baciarla.
I Treni non possono né partire né arrivare.
Le macchine ed i motorini non funzionano.
Cerchi una bicicletta.
Ma in quel momento ti ricorderai di non aver una bicicletta.
In lontananza ascolti le urla delle persone.
Si odono anche dei tonfi e colpi secchi.
Sembrano degli spari.
E cammini.
Cammini per le strade.
Ma le strade non son sicure.
Spari e tonfi.
Il Carso ed i suoi sentieri.
Ma non sei abituato a camminare per il Carso, a nasconderti dietro le pietre, a fuggire dal nulla che travolge il tutto per mutarlo in vuoto e confine recintato dal filo spinato ed arrugginito dalla miserabile cattiveria umana. Dall'odio.
E dovrai camminare, e dovrai sudare e dovrai sperare per incontrare, abbracciare, baciare, toccare e sentire ed ascoltare quella libertà che hai avuto a portata di mano per una vita travolta e coinvolta nella ordinaria frenesia di una società bieca e meccanizzata ma senza mai cercarla.
L'antifascismo è l'amore incondizionato per l'umanità che osa la libertà.



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