Notizie che dovrebbero
fare tremare il mondo, far scorrere brividi perennemente su quel
corpo che avvolge il tuo essere umano, eppure la vicenda della Corea
del Nord, l'iniziativa di Kim Jong-Un che
risponde in modo folle alle provocazioni militari degli Stati Uniti e
della Corea del Sud, lasciano
perplessi i più. Lancerà o non lancerà
i missili nucleari ?
E nel dubbio regna
sovrana l'attesa, con le noie di casa nostra, con la solita
quotidianità.
Eppure nel nostro mondo
esistono oggi in corso vari conflitti e tensioni sociali alle stelle
basta pensare alla sola Africa dove si registrano 24 conflitti in
essere con punti bollenti in Darfur,
Libia, Mali, Nigeria, Puntland, Repubblica Centrafricana, Repubblica
Democratica del Congo, Somalia, Somaliland.
E
pensi, pensi alle immagini dei bombardamenti
atomici di Hiroshima e Nagasaki e
pensi al rischio di una guerra nucleare che incombe. Poi entrano in gioco le
valutazioni politiche, quelle che tendono ad affermare il concetto
che la mossa della Corea del Nord altra cosa non è che una semplice
strategia per trattare con gli USA sulla testa della Corea del Sud,
visto i gravi disagi economici che vive quella terra.
Ma non è questo il
punto su cui voglio soffermarmi. Ma sul fatto che nessuna
reazione da parte di nessun movimento anti-guerra si è registrata, e
se per caso, per un mero errore umano o strategico dovesse la
situazione sfuggire di controllo? Eppure, penso
all'Italia, per anni si sono registrate campagne forti e consistenti
sulle spese militari, contro i 10 miliardi di euro
per novanta cacciabombardieri F-35 e 5 miliardi per completare la
flotta di novantasei caccia Eurofighter; i duecentocinquanta carri
Freccia; gli otto aerei senza pilota;i 4 miliardi per cento
elicotteri Nh-90; contro la guerra in Afghanistan:
800 milioni all’anno;i miliardi all’anno per spese di esercizio
mezzi e strutture e formazione personale;i 5 miliardi per dieci
fregate multiruolo ‘Fremm’ i miliardi per due fregate
‘Orizzonte’;i 12 miliardi per il sistema digitale dell’esercito
‘Nec’; il miliardo per due sottomarini U-212. Ma la politica nostrana tace. Il mondo gioca alla guerra, alla guerra nucleare, ciò è indegno,
ciò deve indurre alla seria riflessione ed azione, per dire no al
nucleare ovunque e per qualunque uso, per dire no alla guerra ovunque
e per qualunque uso. E ti addormenti sperando che questo gioco finisca presto, e ti
svegli sperando che il mondo non sia realmente in uno stato di guerra
nucleare.Alla fine basta premere un bottone. Un bottone che può segnare il game over, o l'inizio di un
qualcosa di cui noi tutti non abbiamo la minima idea della sua
gravità e consistenza.
Marco Barone
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