I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Espropriazione, azionariato sociale o donazione, quale soluzione per il sentiero Rilke?


Ritorno ancora sulla vicenda del sentiero di Rilke, il 14 aprile 2013, giorno in cui scadrà la convenzione stipulata tra la famiglia della Torre e Tasso e la Provincia di Trieste, è sempre più vicino.
Il dibattito continua, un comitato di cittadini si riunisce periodicamente per sollecitare una soluzione possibile.
Dopo la proposta che ho scritto recentemente, ovvero quella di valutare la procedura di inserimento del detto sentiero come sito Unesco, d'altronde tentare non costa nulla, ora lancerò una proposta che rivolgo direttamente alla famiglia della Torre e Tasso.
Come prima cosa si deve evidenziare che le soluzioni in campo sembrano essere due.
Si valuta da un lato l'espropriazione per pubblica utilità con il pagamento di un indennizzo di 400 mila euro, corrispondente in sostanza al prezzo richiesto dai proprietari. Ma è una procedura lunga che richiede vari passaggi burocratici ed amministrativi complessi, come l'approvazione dello strumento urbanistico che introduce il vincolo preordinato all'esproprio (con la localizzazione dell'opera di urbanizzazione primaria e secondaria);la dichiarazione di pubblica utilità, la determinazione, provvisoria o definitiva, dell'indennizzo e il decreto d'esproprio.
La domanda che sorge spontanea è perché questa operazione viene, in qualche modo, valutata solo ora, all'ultimo momento, quando in realtà è da vari anni che è conosciuta la detta problematica? Ed infine cosa prevede nello specifico la convenzione di utilizzo di quell'area? Convenzione che ad oggi è sconosciuta ai più e dove potrebbe emergere una clausola, tipica di atti giuridici similari, consistente nella possibilità di acquisizione dell'area da parte dell'ente interessato all'atto della scadenza della concessione di utilizzo?
La seconda ipotesi che è valutata è quella dell'azionariato sociale.
Pratica poco diffusa in Italia che in sostanza è una sorta di associazione interindividuale di cittadini solitamente costituita in numero chiuso non superiore ai 1000 associati, residenti nel territorio considerato che si uniscono nella ricerca del massimo comune denominatore di vantaggio economico individuale. Situazioni simili sono diffuse in Spagna, per esempio le cooperative Mondragon dei Paesi Baschi dove risultano più di 70.000 persone occupate, i lavoratori sono proprietari dell'azienda in cui lavorano ed il principio cardine è una testa un voto. Il 90% dei dividendi delle cooperative di Mondragon viene capitalizzato fino a quando il socio resta attivo in cooperativa. Dunque una soluzione del genere consentirebbe da un lato l'acquisizione del sentiero da parte di cittadini privati, che realizzerebbero anche una cooperativa per fornire lavoro ed ovviamente le entrate economiche verranno garantite da varie questioni che andranno valutate nel tempo come un biglietto di ingresso all'organizzazione di visite guidate, eventi e così via discorrendo.
Eticamente ovviamente è tutto opinabile, ma si deve ragionare sul presente e su come le cose oggi funzionano, e le soluzioni prevalenti risultano, ad oggi, essere queste.
Ed allora io ne avanzo una terza.
Vi sono gesti, atti, che non hanno un prezzo economico, che non rientrano nell'ottica del profitto, dell'utile, sia esso modesto che non. Tali gesti e atti, in realtà, nel tempo, sia breve che lungo, avranno un valore sociale, morale ed etico senza alcun confine .
Mi riferisco alla possibilità di donare l'area del sentiero Rilke agli enti pubblici interessati, Provincia o Comune. Gesti simili hanno già trovato affermazione. Penso per esempio al caso del Palazzo Mirto, in Sicilia, terra di quel Gattopardo che è stato richiamato in passato anche dagli eredi della famiglia della Torre e Tasso.
Un palazzo che è stato per quattro secoli la dimora palermitana della antica e nobile famiglia dei Filangeri, il cui arrivo in Sicilia si fa risalire al periodo normanno. Nel 1982, l'ultima erede della famiglia, Maria Concetta Lanza Filangeri, adempiendo alle volontà del fratello Stefano, donò il palazzo alla Regione Sicilia affinché fosse mantenuto nella sua integrità e aperto alla pubblica fruizione e senza alcun lucro o speculazione per i privati.

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