Quel paradosso di Gorizia, dove da un lato si celebrano i cooperanti dei nazisti, dall'altro li si condannano come odiatori dell'Italia

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A Gorizia il nazionalismo è capace di produrre dei cortocircuiti storici incredibili. Da un lato al parco della Rimembranza continua a dominare sovrano il monumento fatto a pezzi dai domobranci, collaborazionisti dei nazisti nella Venezia Giulia occupata dalla Germania nazista, con una targa dove si può leggere che "mano incivile armata dall'odio dei nemici dell'Italia" il  il 12 agosto del 1944 lo fecero saltare in aria". Evento che fu la conseguenza dell'attentato che avvenne al teatro Verdi di Gorizia il pomeriggio del 5 agosto del 1944. Al le ore 17.30 scoppiava una bomba ad orologeria nell'interno del teatro Verdi di Gorizia, a quell'ora affollato di donne e bambini. Rimanevano ferite 10 persone fra le quali due gravemente e decedevano poi all'ospedale. Altra bomba  inesplosa  veniva rinvenuta nella galleria dello stesso Teatro. Inizialmente si diede colpa ai partigiani, liquidati sempre come banditi, ma diverse ipotesi invece hanno sost...

Il “maschilismo” dei quiz InValsi




Esistono delle raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana (1986; 1993) promosso dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione per la parità e per le pari opportunità. Si denunciano per esempio residui ideologici di stampo androcentrico, evidenziando gli aspetti più discriminanti nei confronti della donna nel sistema della lingua italiana, e si propone, in dette raccomandazioni, in appendice una serie di suggerimenti mirati appunto a eliminare le dissimmetrie, sostenute anche dalla scuola, più esplicitamente ed espressamente sessiste. Per esempio si suggerisce di evitare il maschile non marcato, e quindi la preferenza per locuzioni come i diritti della persona o diritti umani e non i diritti dell’uomo.

Nei quiz dell'InValsi, in particolar modo nel questionario invasivo dello Studente, in tutti gli ordini e gradi di scuola, cosa emerge?

Dopo aver chiesto allo studente od alla studentessa se è maschio o femmina, dilaga il controsenso.
Per alcune domande si riporterà questa formula: In che mese sei nato/a? In che anno sei nato/a? Sei femmina o maschio?
Ma la “concessione” di una lingua non sessista, finirà presto.
Ecco che la maggior parte delle domande saranno incentrate sul genere maschile, anche se a rispondere saranno delle femmine.
Sei andato all’asilo nido?
Sei andato alla scuola dell’infanzia (scuola materna)?
Se tu non sei nato in Italia, quanti anni avevi quando sei arrivato in Italia?
Pensa alla tua scuola e indica quanto sei soddisfatto.
Pensa ora ai seguenti ambienti della tua scuola e indica quanto sei soddisfatto.

Stesso discorso per le risposte.
Alcune riporteranno sia il genere maschile che femminile,poche in verità, come Disoccupato/a Pensionato/a, altre, la maggior parte, saranno ancora una volta al maschile, come: Imprenditore, proprietario agricolo, Lavoratore in proprio, Non sono stato ,Sono stato aiutato, sfortunato,sforzato.

Una sorta di schizofrenia linguistica.
Che senso ha chiedere se sei maschio o femmina, che senso ha formulare solo alcune domande al maschile e femminile, per poi incentrare il tutto al maschile?




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