I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Salvato un Marangone al Molo Audace


Passeggiare sul Molo Audace diviene spesso motivo di grande indignazione.

Lo vedrai sempre sporco, ancora essere in stato di dissesto, e bottiglie di vetro disseminate ovunque dai soliti incivili.
Qualcosa a Trieste ultimamente non funziona.
All'inciviltà di molte persone che non hanno nessuna cura per il bene comune si deve certamente aggiungere il dubbio che chi ha in appalto il servizio delle pulizie cittadine probabilmente non ottempera pienamente a tale incombenza.
Altrimenti perché Trieste continua ad essere in qualsiasi ora della giornata sporca?
Sporchi i marciapiedi, sporche le strade, sporche le aiuole.
Ma ahimè ad essere sporco è anche il mare.
Quel mare che circonda la Città soffre e soffre ancor di più in queste giornate dominate da Caronte.
Vedrai all'angolo tra il Molo audace e la riva che costeggia la Piazza dell'Unità d'Italia , l'acqua essere in condizioni semplicemente pietose.
Bottiglie, olio dei motori, cassette galleggiare insieme anche a pannolini ed altro ancora.
Ma all'improvviso ti capita di assistere ad una scena che per qualche attimo ti ha fatto veramente vivere un gran senso di mera impotenza .
Un bellissimo esemplare di Marangone trascinato dalla corrente è finito suo malgrado e sua sventura proprio in quell'angolo disumano ed incivile di devastato mare.
Vedrai che cerca di lottare contro l'immondizia in cui si è imbattuto.
Lo vedrai faticare, soffrire.
Sembra di vedere una di quelle scene tipiche successive alle tragedie del mare, ovvero quando uccelli di vari tipi ed esemplari immersi nel petrolio non riescono a muoversi, soffrono.
Prigionieri dell'inciviltà umana.
Ma ciò è accaduto a Trieste ed in pieno centro cittadino.
All'improvviso una cassetta bianca galleggiante lo coprirà.
A quel punto non sapevi che fare.
Fortuna vuole che qualche minuto dopo passa un ragazzo con una canna da pesca.
Lo fermi e gli chiedi di sollevare la cassetta perché sotto vi è finito un Marangone.
Pochi tocchi ed il Marangone è libero.
Lo si spinge lontano da quello schifo galleggiante , si immergerà nelle acque del golfo e lentamente si allontanerà dall'inciviltà umana.
Mi chiedo ma quanto è tollerabile tutto ciò?
Perché il mare adiacente il Molo Audace ma anche le Rive triestine è in condizioni pietose?
Oggi un Marangone è stato salvato, probabilmente sarebbe morto se non lo avessi notato o forse no, ma non è detto che ciò non possa ripetersi ancora.
Delle risposte sono dovute.

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