Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Salvato un Marangone al Molo Audace


Passeggiare sul Molo Audace diviene spesso motivo di grande indignazione.

Lo vedrai sempre sporco, ancora essere in stato di dissesto, e bottiglie di vetro disseminate ovunque dai soliti incivili.
Qualcosa a Trieste ultimamente non funziona.
All'inciviltà di molte persone che non hanno nessuna cura per il bene comune si deve certamente aggiungere il dubbio che chi ha in appalto il servizio delle pulizie cittadine probabilmente non ottempera pienamente a tale incombenza.
Altrimenti perché Trieste continua ad essere in qualsiasi ora della giornata sporca?
Sporchi i marciapiedi, sporche le strade, sporche le aiuole.
Ma ahimè ad essere sporco è anche il mare.
Quel mare che circonda la Città soffre e soffre ancor di più in queste giornate dominate da Caronte.
Vedrai all'angolo tra il Molo audace e la riva che costeggia la Piazza dell'Unità d'Italia , l'acqua essere in condizioni semplicemente pietose.
Bottiglie, olio dei motori, cassette galleggiare insieme anche a pannolini ed altro ancora.
Ma all'improvviso ti capita di assistere ad una scena che per qualche attimo ti ha fatto veramente vivere un gran senso di mera impotenza .
Un bellissimo esemplare di Marangone trascinato dalla corrente è finito suo malgrado e sua sventura proprio in quell'angolo disumano ed incivile di devastato mare.
Vedrai che cerca di lottare contro l'immondizia in cui si è imbattuto.
Lo vedrai faticare, soffrire.
Sembra di vedere una di quelle scene tipiche successive alle tragedie del mare, ovvero quando uccelli di vari tipi ed esemplari immersi nel petrolio non riescono a muoversi, soffrono.
Prigionieri dell'inciviltà umana.
Ma ciò è accaduto a Trieste ed in pieno centro cittadino.
All'improvviso una cassetta bianca galleggiante lo coprirà.
A quel punto non sapevi che fare.
Fortuna vuole che qualche minuto dopo passa un ragazzo con una canna da pesca.
Lo fermi e gli chiedi di sollevare la cassetta perché sotto vi è finito un Marangone.
Pochi tocchi ed il Marangone è libero.
Lo si spinge lontano da quello schifo galleggiante , si immergerà nelle acque del golfo e lentamente si allontanerà dall'inciviltà umana.
Mi chiedo ma quanto è tollerabile tutto ciò?
Perché il mare adiacente il Molo Audace ma anche le Rive triestine è in condizioni pietose?
Oggi un Marangone è stato salvato, probabilmente sarebbe morto se non lo avessi notato o forse no, ma non è detto che ciò non possa ripetersi ancora.
Delle risposte sono dovute.

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