I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

Immagine
  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Gatti liberi a Trieste




Una delle prime cose che qualsiasi turista, persona o cittadino noterà non appena giunto a Trieste, sarà la consistente presenza di gatti per le vie della Città.
Ti può capitare di percorrere via San Vito o la scalinata che condurrà i tuoi passi alle spalle del Teatro Romano ed ecco incontrare gatti liberi sdraiati sotto il sole od al riparo dal sole ma anche mentre si cibano in una delle tante ciotole che la gente del posto pone a loro disposizione.


Può anche capitare di assistere a delle battaglie, un gabbiano che “ruba” il cibo che il gattaro o la gattara ha procurato al gatto che frequenta in via abituale lo stesso luogo.

Un battito di mani ed il gabbiano vola via, magari dopo aver assaggiato il cibo del gatto.
Gatti, gabbiani e gattari ma forse anche gabbianari.
Già perché nelle ore serali nella zona che sovrasta i giardini di San Michele e la scalinata che ti condurrà ai piedi della Cattedrale di Trieste, capita che ogni sera puntuale come la luna ad ogni tramonto del sole, una persona dia da mangiare ma anche da bere sia ai gatti che ai gabbiani, e vedrai gabbiani e gatti rispettare il proprio spazio, la propria ciotola.
Il Comune di Trieste si è dimostrato essere sensibile anche formalmente alla tutela degli animali, recependo, con proprio regolamento,  i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale proclamata il 5/10/1978 presso la sede dell’Unesco a Parigi e della Convenzione Europea per la protezione degli animali di Strasburgo del 13 novembre 1987, impegnandosi a sostenerli attivamente.

Leggerai ad esempio una definizione di gatto libero intendendosi per tale l’animale non di proprietà che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti, o frequenta abitualmente lo stesso luogo.
Oppure la definizione di colonia felina, ovvero il gruppo di almeno cinque gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato.
Mentre per “gattaro” o “gattara” s’intende la persona che, volontariamente e gratuitamente, si occupa della cura e del sostentamento delle colonie feline.

Purtroppo ultimamente sono stati segnalati casi di avvelenamento di gatti, a dimostrazione che i regolamenti formali non sempre sono idonei a contrastare l'inciviltà disumana che ogni tanto regna sovrana anche a Trieste.

Trieste, pur se soffre un degrado urbano destinato a peggiorare a causa della crisi, pur se a volte capita di imbatterti in cormorani o marangoni che soffrono l'incuria del mare da parte del vile uomo, offre una conciliazione tra uomo e natura ed animali difficile da vivere in altre città moderne occidentali.



Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?