Evviva la democrazia diretta e
partecipata.
Ai sensi dell'
articolo
50 della Costituzione, tutti i cittadini possono rivolgere
petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o
esporre comuni necessità.
Appunto, possono.
Il
diritto di petizione è
inoltre considerato diritto fondamentale dell'Unione Europea e, come
tale, inserito nell'apposita
Carta
dal
Parlamento
Europeo all'art.44:
«Qualsiasi
cittadino, o qualsiasi persona giuridica che risieda o abbia la sede
sociale in uno Stato membro dell'
Unione
Europea ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento
europeo
»
Diritto fondamentale.
Ma per cosa?
Per illudere i cittadini che questa
società sia democratica, che riconosce ai cittadini un diritto pieno
e concreto mutandolo in soggetto attivo nelle politiche decisionali che devono
governare la vita di un Paese.
Ma come ben sappiamo il Parlamento
italiano è asovrano così come è asovrano
il popolo italiano.
Eppure dal 2008 ad oggi sono state
presentate ben 1561 petizioni.
Tutte assegnate alle varie
commissioni e dormienti nelle varie commissioni.
Si legge che le petizioni possono
essere presentate alla Camera dei deputati per posta ordinaria, per
fax (al numero 0667609874) o per posta elettronica (all'indirizzo
tn_presentazionepdl@camera.it),
oppure consegnandole a mano presso gli uffici competenti.
In tutti i casi, occorre che la
petizione sia personalmente sottoscritta dal presentatore (o dai
presentatori). In caso di invio tramite posta elettronica è quindi
necessario allegare il file scannerizzato della petizione con la
firma del presentatore.
Le petizioni pervenute alla Camera
sono esaminate dalle Commissioni competenti. L'esame in
Commissione può concludersi con una risoluzione diretta ad
interessare il Governo alle necessità esposte nella petizione ovvero
con una decisione di abbinamento con un eventuale progetto di legge
all'ordine del giorno. Quando sia presentata una mozione su una o più
petizioni, il testo della petizione è stampato e distribuito
congiuntamente al testo della mozione relativa.
Il punto è perché continuare a
raccogliere firme per petizioni popolari quando queste sbattono
contro il muro della burocrazia che uccide ogni democrazia?
Beh potrebbe essere certamente uno
strumento di consapevolezza, ovvero sfruttare l'atto della petizione
per sollevare le problematiche varie che affliggono questa società,
però se non si matura la consapevolezza piena che il diritto alla
petizione è una grande finzione, che continuare ad invitare le
persone, i cittadini a raccogliere firme è un qualcosa che
concretamente non porterà a nulla allora vuol dire che si vive
proprio con i piedi sulla Luna e la testa su Marte.
Ed allora evviva la petizione, la
più grande finzione di democrazia partecipata mai realizzata in
questa società.
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