Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’etĂ  dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la cittĂ  venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

I siti internet del Comune di Trieste e Bologna e la pubblicitĂ .

  













Mi è stato segnalato un problema, se così possiamo definirlo, che riguarda il sito del Comune di Trieste, Rete civica di Trieste  e quello di Bologna, Rete civica di Bologna,  che utilizzano una piattaforma simile, ovvero che non appenna connessi sul sito istituzionale dei rispettivi Comuni, appare un box pubblicitario, color verde, nella parte destra del sito, con slogan del tipo   Risparmia fino al 90% a TriesteSconti su ristoranti, benessere, sport, biglietti del cinema e molto altro, Barbecue con carbonella ...
E la segnalazione corrisponde a verità, perchè non appena connessi al sito del Comune di Trieste od a quello di Bologna, la pubblicità invasiva appare.
Probabilmente si tratterà di qualche problema di natura tecnica, perchè se così non fosse, sarebbe a dir poco criticabile e non giustificabile il fatto che il sito istituzionale di un Comune, realizzato con i contributi pubblici, possa effettuare pubblicità a soggetti privati, per fini di lucro.
Forse questo sarĂ  un problema reale che presto si dovrĂ , anche eticamente, affrontare, visto il patto di stabilitĂ , visti i tagli che riguardano gli Enti Locali, che in qualche modo per garantire servizi minimi essenziali e degni di tal nome, da qualche parte le risorse economiche dovranno pur  recuperarle.
La Grecia, vittima sacrificale, di questa strana crisi economica, che altro non comporta che un massacro dei diritti sociali e dei lavoratori e nello stesso tempo un forte incremento della ricchezza dei soliti noti, è stata letteralmente venduta ai privati, toccherà la stessa sorte all'Italia?
In tal dubbio, dalle risposte sempre piĂą univoche, confido nella rimozione della pubblicitĂ  per fini di lucro, dai siti pubblici ed istituzionali del Comune di Trieste e Bologna.

Aggiornamento: il problema sembra  risolto, da qualche ora la pubblicitĂ  non è piĂą visibile.
 


Marco Barone

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