Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Drogati di consumismo.


Incredibile.
Già, incredibile, ma tutto e ripeto tutto tristemente reale e poco regale.
Poco regale per quella maledetta indignata dignità che ogni giorno diciamo di voler rivendicare, affermare.
Accade che a Roma inaugura la sua attività un centro commerciale.
Promettono forti sconti.
E cosa succede?
Caos più totale.
Oltre 250 vigili costretti ad intervenire per controllare le indomite vie del traffico di Roma andate letteralmente in blocco totale.
Aspirale consumistica affermata.
Ponte Milvio, Cassia, Flaminia, Salaria, Corso Francia, Olimpica, Monti Tiburtini, XXI Aprile, San Giovanni, Prenestina, Tangenziale Est, bloccate.
Per non parlare delle risse, che molti hanno vissuto.
E tutto questo per cosa?
Per occupare il Parlamento?
Per protestare per la perdita del lavoro?
Per protestare conto il golpe bancario in itinere in questo paese?
No.
Tutto questo per un fottutissimo momento di glorioso consumismo.
Siamo malati di consumismo.
Il consumismo è la forza del capitalismo.
Forse la rivoluzione si farà proprio perché le persone comuni non potranno più acquistare l'ultimo cellulare alla moda, o fare un mutuo, pur di mangiar pasta in bianco tutti i giorni, per comprare l'ultimo modello di auto.
Forse sarà così.
Forse no.
Ma in ogni caso, e prima di ogni caso, il primo processo rivoluzionario e ribelle deve essere quello culturale.
L'Italiano medio si è smarrito per la selva dell'ignoranza,
per la via del dipendente consumismo.

Marco Barone




Commenti

  1. ...e meno male che c'è la crisi.....se fosse un supermercato l'avrei capito ma per l'elettroncia!!! Siamo una società di m....

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