Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Crisi libica: tra villaggi della solidarietà e occupazione del Cie di Bologna.

Ancora oggi si sente dire che Berlusconi non governa. Che da  ben due anni si dedica solo ad altro, tipo bunga bunga.
Ma siam certi di ciò? La riforma dell'Università? Quella della Scuola Pubblica? I patti della sicurezza? Il Collegato Lavoro? E se non bastasse il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2011 ha approvato uno schema di Dlgs che modifica il Dlgs 31/2010 sull'individuazione dei siti per le centrali nucleari dopo l'intervento della Corte Costituzionale che  nella sentenza 33/2011 aveva dichiarato illegittimo l'articolo 4 del Dlgs 31/2010 perché non prevedeva di acquisire il parere della Regione interessata nell'ambito della domanda di autorizzazione a costruire una centrale nucleare.
Nel loro "non governo" ecco il solito intervento dall'alto. Si modifica l'articolo 4  che ora prevede che l'impianto nucleare è autorizzato con decreto interministeriale d'intesa con la Conferenza unificata previo parere obbligatorio ma non vincolante della Regione nel cui territorio si realizzerà l'impianto.
Se il parere della Regione non arriva entro  90 giorni il Governo  può raggiungere intesa tramite la Conferenza unificata. Si precisa altresì, in detto decreto che "La costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari sono considerate attività di preminente interesse statale".
E dicono che non governano. In tale delirio di comunicazione, si inserisce a pieno titolo la vicenda libica.
E' da giorni che si parla di cifre bibliche. Milioni di migranti, poi migliaia, poi centinaia, poi forse qualche barcone della disperazione.
Ad oggi neanche l'ombra di tali sbarchi della disperazione.
Però il governo, giocando con il solito effetto della comunicazione mediatica, con lo scopo di provocare sentimento di unità nazionale, di emergenza nazionale, anche per proseguire l'attività di governo senza contestazioni,  lancia allarmi e coglie l'occasione per incrementare la repressione preventiva e la sicurezza di Stato.
In provincia di Catania, si legge sul sito del Ministero dell'Interno, si vuole realizzare progetto , per affrontare l'emergenza del nord Africa, condiviso  da tutti i sindaci, dal ministero dell'Interno, e quindi dal Governo per definire quali misure attuare nell'area: dal potenziamento delle strutture, dei presidi che ci sono, alla realizzazione di sistemi integrati di videosorveglianza per garantire il massimo della sicurezza.
Il progetto potrebbe rappresentare, secondo Maroni, «un modello di eccellenza che può mostrare all'Europa come si fa a gestire questo fenomeno garantendo sicurezza e i massimi livelli di accoglienza».
Si parla di unità abitative, confortevoli e di immediato utilizzo,  che potranno essere messe a disposizione dei richiedenti asilo attualmente ospitati nei CARA (Centri di accoglienza richiedenti asilo). Si tratta del ‘Residence degli aranci’,  a ridosso del comune di Mineo, abitato fino allo scorso anno dai militari della marina statunitense. Il centro, che comprende strutture sportive, mensa, spazi polifunzionali e locali commerciali, può ospitare fino a 1.800 persone.
Certo solidarietà massima, dentro una mega prigione. Certo accoglienza massima con mille telecamere, mille poliziotti, mille militari, mille miglia dalla vera essenza, dal vero corpus della solidarietà umana.
Intanto a Bologna, nella giornata del 1 marzo, momento importante per tutti i migranti e non solo, si occupa il CIE sito in via Mattei. Sembra che vi siano  stati tafferugli con Polizia, Carabinieri e Esercito. Tale iniziativa è sostenuta da vari attivisti del centro sociale Tpo e della Rete antirazzista Welcome. I prigionieri del Cie hanno risposto a tale iniziativa di lotta, bruciando materassi, con urla e grida di speranza.
Speranza di un mondo diverso, speranza di uscir da quella prigione la cui unica colpa è solo quella di non avere un pezzo di carta che determina l'esistenza burocratica in tal società.
Marco Barone

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