Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Ecco gli infiltrati a Roma.

La giornata di oggi, positiva per la grande reazione di piazza, negativa ma forse scontata per l'esito del voto alla Camera è stata caratterizzata da scontri di piazza di grande consistenza.
Guardando le foto pubblicate su vari siti però si nota qualcosa d'interessante.


Il contesto ruota intorno alla vicenda del finanziere con la pistola in mano. Pistola che per foruna non ha esploso nessun colpo.

Guardate ora il ragazzo con il giubbotto marrone chiaro, a destra, indossa anche una sciarpa bianca. Come si nota nella foto è schierato dalla parte dei manifestanti.








Guardate ora questa foto. Lo stesso ragazzo in pochi attimi con la sciarpa bianca si copre il viso, si copre il capo con il cappuccio del giubbotto, ma, ecco il ma, dal nulla spunta  come per magia un manganello e non è più schierato dalla parte dei manifestanti.



Ma nella stessa foto noterete che un finanziere picchia con il manganello un ragazzo che ha nella mano una radio mobile trasmittente. Certamente non è un manifestante, o quanto meno è poco credibile che lo sia.

Nella foto che segue si nota ancora più chiaramente come il finanziere cerchi di picchiare un suo probabile collega.





 


Con ciò non voglio sminuire l'importanza della reazione di piazza di oggi 14 dicembre 2010.
Con ciò però è necessario evidenziare come la scuola G8 è ancora viva, come il tentativo di infiltrare agenti provocatori nelle manifestazioni è elemento ancora utilizzato dalle forze dell'ordine.
Forse oggi cercavano il  morto tanto sospirato ed atteso da alcune forze politiche di governo.
Non è successo, oggi almeno.


Marco Barone

Commenti

  1. Era appena stato atterrato un finanziere, dopo ore di scontri, vuoi mettere la soddisfazione di disarmarlo? Il manganello, le manette e la radio, tutte appese al cinturone in dotazione, sono state strappate al finanziere e vengono brandite a mo di trofeo!

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  2. http://violapost.files.wordpress.com/2010/12/trattato.png certo, il "compagno arrestato" dietro le barricate degli agenti, coccolato da colleghi della celere.....

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