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Coraggio, venceremos adelante.



Non è finita.
Quello che si è verificato in questi ultimi mesi è importante per la società italiana.
Si è svegliato un movimento eterogeneo e conflittuale.
Si è svegliata la voglia di lottare .
Si è svegliato il sogno del cambiamento.
Si è svegliata la teatralità diffusa.
Certo la riforma dell'Università è stata approvata.
Ciò era a dir poco inevitabile come processo.
Ma si tratta di una scatala vuota anche se pericolosa, un contenitore che per essere efficace necessita di vari regolamenti e strumenti attuativi.
Ma è stata approvata.
Certo è stata approvata la riforma della scuola.
Certo è stato approvato anche il collegato lavoro e poco si è mosso in tal senso.
Certo è stato approvato il secondo pacchetto sicurezza che conferisce grande potere repressivo ai sindaci sceriffi delle città italiane.

E l'elenco è ancora lungo.
Questo governo alla fine in qualche modo ha fatto quello che voleva, anche con la complicità indiretta di quella opposizione che in questi due giorni ha realizzato buon ostruzionismo nell'aula del Senato.
Non è finita.
No.
Quello che verrà sarà un periodo ondeggiante, travolgente, difficile e duro da vivere.
Non è finito il movimento con l'approvazione della scatala vuota, chiamala se vuoi riforma Gelmini.
I tentativi di dividere ciò che ha sfogato il proprio senso di rabbia con violenza difensiva per il non essere ascoltati, rappresentati, per l'esistenza di un governo non rappresentativo della sovranità popolare, per il rifiuto di ogni confronto, non riusciranno nel  loro vile intento.
Quale confronto con chi amministra per un ceto ben definito?
Quale richiesta di esser ascoltati se poi nella sostanza attuano quello che interessa solo ed unicamente ai governanti?
Il Presidente del Senato ha detto che bisogna ascoltare i giovani, le loro preoccupazioni, e poi?
Le avete ascoltate in questi giorni, perchè non avete rinviato l'approvazione della riforma?
Ciò lascia ben intendere come funziona lo stato presente delle cose.
Il Presidente della Repubblica ha accolto gli studenti.
Certamente bel gesto, e poi?
Non potrà che firmare quella legge così come ha fatto in passato.
Il problema è proprio il sistema esistente, le regole che lo caratterizzano.
Quello che è emerso in questi giorni è che in Italia basta poco per far esplodere quella polveriera rappresentata dal ceto sociale più debole, dai precari, e da una parte dei lavoratori.
Ciò è stato ben compreso da chi oggi amministra il bene pubblico, ma con orecchie da mercante.
Ma non è finita.
Coraggio, qualcosa di positivo in tutto ciò vi è stato.
Non vi sono nè vincitori nè vinti.
Semplicemente perchè il sistema comanda, il sistema governa, il sistema è il potere, ed il sistema nella sua rappresentazione scenica dolorosa teatrale, offre a tutti noi quel dramma sociale che viviamo quotidianamente.
Oggi tocca a me domani tocca a te. Ma son sempre loro a governare nella logica dell'alternanza, son sempre loro ad attuare politiche scellerate che precarizzano anche il sogno per il futuro vivere la vita.
Il problema non è dato dal Pd, o Pdl, sono parti attive dello stesso schema, il problema è il sistema e fin quanto esisterà tale sistema non potranno esserci nè vincitori nè vinti.
Oggi ciò che possiamo e dobbiamo fare è non subire passivamente le regole imposte dall'alto; occorre contrapporsi, occorre condurre le persone alla riflessione, occorre criticare, occorre tener desta l'attenzione, occorre attuare pratica continua di resistenza e la più alta forma di resistenza oggi  è rappresentata dal diritto di critica e libertà d'informazione.
Non è finita perchè quello che è successo in questi mesi è determinante per la collettività che si pone dei perchè.
La risposta al perchè è il conflitto sociale.
Coraggio, la lotta è iniziata, sia che governi la destra sia che governi la sinistra ciò che deve necessariamente rimaner vivo è il senso di voler cambiar le cose.
La Cina ha intenzione di comprare quote del debito pubblico europeo, dopo quello americano ora toccherà all'Europa. La globalizzazione è viva e vegeta e non è una invenzione dei no global.
La globalizzazione determina lo stato presente delle cose, la povertà diffusa, il sempre più elevato divario tra ricchi e poveri, la scomparsa del ceto medio, l'incremento dello sfruttamento dei lavoratori e della dignità umana, la devastazione ambientale, la depressione di massa.
Occorre internazionalizzare le lotte, occorre collegare il conflitto sociale italiano con quello di altri paesi, perchè il problema non è solo italiano, ma è globale.
No, non è finita perchè da oggi, anche se è stata approvata la riforma Gelmini, qualcosa è mutato, l'importante è non chiudersi dentro logiche di autoreferenzialità, di settorializzare le lotte, di esser strumentalizzati da chi è complice delle regole che connotano il sistema, di sentirsi sconfitti, perchè non lo siamo e non lo saremo fin quando sarà viva la voglia di lottare.
Anche con piccole cose, penso alle lezioni che si possono fare all'università, penso agli insegnamenti che si possono conferire alle future generazioni ora frequentanti le scuole, penso a scrivere e denunciare ed informare.Tutti nel nostro piccolo possiamo dare un contributo determinante, non sarà invano, non sarà inutile, semplicemente perchè se tale iniziative troveranno diffussione ed affermazione sarà come un fiume in piena che nessun argine potrà fermare nè oggi nè domani.
Contributo quotidiano individuale, collettivizzare in modo indipendente le lotte, coordinarsi con i movimenti internazionali, non perder mai la speranza che le cose possan mai mutare perchè la speranza di avere un futuro altro non verrà uccisa.
E' questo che vogliono loro.
Ma non ci riusciranno.
Coraggio, venceremos adelante.

Marco Barone

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