I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino
C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità. Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero. Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" . Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo. Spaventoso. Pagato ...

Lei dice: "Hanno dimostrato grande intelligenza nella gestione della situazione ed in particolar modo hanno anche provveduto a pulire le scuole, a pitturare i bagni,a ridar un minimo di dignità a quelle strutture che accolgono durante l'anno studenti e docenti."
RispondiEliminaPeccato non sia stato dappertutto così e in una scuola (Istituto Carli) i danneggiamenti e i saccheggi sono stati notevoli e le condizioni in cui sono stati lasciati i locali sono più simili a latrine che ad una scuola.