Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Scuola: Arrivano i primi banchi con sponsor

"Che bello è tutto nuovo".  

Ecco quanto affermato con ingenuo e incondizionato stupore dai bambini della scuola dell' I.C. Regina Elena, nel I Municipio di Roma, alla vista del nuovo arredo scolastico.

(ANSA) - ROMA, 5 NOV- Sono arrivati all’istituto comprensivo Regina Elena, nel I municipio di Roma, i primi arredi scolastici con lo sponsor di Roma. Quarantadue sedie e 21 banchi che hanno riempito questa mattina due classi delle elementari. L’iniziativa della sponsorizzazione privata, lanciata dal presidente del municipio Orlando Corsetti per far fronte alla carenza di fondi pubblici, e’ stata accolta con entusiasmo dalla dirigente scolastica della scuola Rossella Sonnino, ma anche da genitori e insegnanti.Sugli arredi, nuovi di zecca, campeggiano piccole etichette che riportano i nomi dei ’donatori’ ( omissis)  che bello tutto nuovo! hanno commentato i piccoli alunni mentre ancora i montatori stavano assemblando banchi e sedie. ’’Questa e’ la prima scuola di Roma che fa un iniziativa del genere e ne siamo fieri - ha spiegato Corsetti - e ci sono molte altre scuole del municipio che potranno rinnovare gli arredi in questa maniera: l’istituto Grilli, l’Elsa Morante, la Di Donato, il Visconti e tanti altri’’. ’’Prima eravamo costretti a lavorare in situazioni disagiate e con banchi vetusti - ha detto una maestra, Patrizia Fronzi -. A lungo abbiamo avanzato le nostre richieste al pubblico e oggi la risposta ci e’ arrivata dal privato’’. 

Le maestre, o meglio alcune maestre ed i genitori invece con condizionato pensiero hanno espresso il loro consenso a tale iniziativa.

Vedo i bambini entrare in classe, e trascorrere buona parte del loro tempo su quei banchi ove emergono le relative etichette dei nomi dei compratori del nuovo, nuovissimo, ma non purissimo, arredo scolastico.

Si, è vero, lo Stato non ha risposto alle richieste dei genitori, dirigenti e docenti.

Ma ciò è un disegno ben chiaro.

Tagliare i fondi alla scuola, a rischio anche di compromettere la salute e la sicurezza dei bambini, dei lavoratori, pur di costringere i privati ad intervenire per salvare ciò che è stato volutamente destinato verso il degrado più totale.

Molti diranno i soldi non vi sono.

Solite storie.

Storie tipiche di quando si diceva che l'Inps era in "bancarotta" ed ecco allora la necessità di creare i fondi pensioni sponsorizzati anche da alcuni sindacati.

Il risultato?

Lavoratori truffati,mentre l' Inps naviga in acque tutt'altro che nefaste!

Per esempio i soldi sequestrati alla mafia potrebbero essere destinati alla scuola pubblica, per esempio si potrebbero tagliare le spese per le missioni di guerra, per esempio si potrebbero tagliare i fondi alle scuole private...anche nel rispetto della Costituzione,  per esempio si potrebbe  pretendere il pagamento delle tasse anche dal Vaticano, si potrebbe andare all'infinito.

Sì, si potrebbe.

Ma oggi non si può, si deve.

Si deve, per invertire rotta; si deve,  imponendosi al timone di quella nave chiamata Stato, oggi diretta verso l'isola del liberismo speculatore all'ennesima potenza, e condurla con fatica ma amore per la giustizia sociale verso l'isola ove il bene e l'interesse pubblico vengon prima di ogni cosa.


Il punto nodale di tale questione è che la logica prevalente del sistema è quella di aziendalizzare il tutto, quindi, costringere i privati ad intervenire nel pubblico affinchè possano inizialmente essere garantiti i servizi minini, banchi, sedie, carta, e poi in un secondo momento, che certamente verrà, determinare la libertà d'insegnamento, la formazione delle menti delle future generazioni, la selezione dei docenti.

I Pof, i piani di offerta formativa hanno conferito la possibilità alle scuole di concorrere tra di loro, svendendo prodotti che poi nella sostanza non vengono neanche garantiti, ora con i banchi comprati dai privati e con tanto di logo aziendale che in via subliminale probabilmente qualche effetto sui bambini lo manifesteranno, si è intrapreso un percorso che difficilmente verrà arrestato.

Ma ripeto è dovere di tutti noi adoperarsi perchè venga arrestato tale orribilante percorso.

La cosa più normale da fare sarebbe quella di pretendere semplicemente l'affermazione della scuola pubblica, ovvero non permettere che un solo centesimo dei privati entri  di fatto nelle scuole.

Perchè nel momento in cui si accoglie anche sotto la veste di donazione, come è stato definito in modo fuorviante nel comunicato ansa, un bene dal privato , comprato dal privato, che sponsorizza il proprio prodotto nella scuola pubblica, è finita l'indipendenza della stessa .

Ma metteranno il logo anche sulla carta igienica?

Dilemma!

Propongo di boicottare i banchi comprati dai privati e con tanto di logo aziendale, propongo di restituire quei banchi al mittente, propongo di attuare lotta non permettendo che i propri figli iscritti in una scuola pubblica siano circondati da arredi non comprati dal Ministero.

Il problema non è il logo aziendale, come per esempio è emerso a Trani, il problema è proprio il principio che ha trovato mera attuazione.

Diciamo no ai banchi ed alle sedie dei privati nella Scuola Pubblica.

Boicottiamo questi banchi, solo così si costringerà il Ministero ad intervenire.

Marco Barone

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