Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Quale titolo?

Quale titolo a ciò che non ha titolo?
Quale titolo a ciò che non è?
Quale titolo a ciò che non è definibile?
Si cerca sempre di conferir  definizione al tutto.
Ma alcune volte succede che definendo quel tutto, lo si relativizza nella concezione dello schema.
Schematizzare quel tutto comporta la trasformazione del non limite nel limite, dell'infinito nel finito,del dubbio nella certezza.
Esiston cose che è meglio non definire, non ricondurre nel vortice del sistema.
Cose che in verità sono espressione di quella profondità immensa che elargiscono all'essere umano la facoltà di essere.
Essere vivo, sognatore.
Perchè quel tutto non muti in nulla,
perchè la straordinarietà non muti in ordinarietà,
perchè il silenzio solenne non muti in verbo aspro,
a volte è meglio non definire l'indefinibile.

Emozione,ramo dell'amore madre della vita;
sogno, foglia volante coccolata dalla brezza del desiderio figlio della speranza;
volontà tronco secolare della stabilità esistenziale;
follia, terra di confine della felicità;

ovvero mere espressioni dipinte sulla tela della quotidianità vissuta e non compresa.
Alba e tramonto, caldo e freddo, giorno e notte, intervalli di tempo scanditi nel rumoroso silenzio in quello spazio universale ove non esiste inizio, ove non esiste fine.
E mai nessuna fine si porrà su quella strada accolta dalle mani grezze nude e vere di madre natura.
Movimento continuo perenne.
Perennemente sei.
Perennemente sarai,
emozione.

Marco Barone

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