La stanza del macellaio dove si consumò il disastro di Fiume

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La Storia non è solo un libro per professori occhialuti è un oggetto che si presta all'uso e consumo del popolo. È dinamica, dicono . Io affermo che è ricca di contraddizioni spettacolari, come il caso di  Ronchi . Da una parte viviamo in un mondo dove dei burocrati si puliscono le scarpe per entrare nel salotto buono di Gorizia e Nova Gorica, sventolando il vessillo della "Capitale Europea della Cultura". Dall'altra, con un sussulto di nazionalismo coerente con lo spirito strepitoso di questi tempi, si propone di intitolare una piazza ai sette "giurati" che con delle parole nella notte di un fine agosto ronchese del 1919 posero le basi per l'inferno di Fiume. Sono cent’anni che questa città porta addosso il marchio "dei Legionari" , come una cicatrice che non si decide a rimarginare, un tatuaggio fatto da usurpatori della storia e dell'identità durante il fascismo. Se il vostro dio è il Nazionalismo, se vi eccitate, esaltate, al ...

Quale titolo?

Quale titolo a ciò che non ha titolo?
Quale titolo a ciò che non è?
Quale titolo a ciò che non è definibile?
Si cerca sempre di conferir  definizione al tutto.
Ma alcune volte succede che definendo quel tutto, lo si relativizza nella concezione dello schema.
Schematizzare quel tutto comporta la trasformazione del non limite nel limite, dell'infinito nel finito,del dubbio nella certezza.
Esiston cose che è meglio non definire, non ricondurre nel vortice del sistema.
Cose che in verità sono espressione di quella profondità immensa che elargiscono all'essere umano la facoltà di essere.
Essere vivo, sognatore.
Perchè quel tutto non muti in nulla,
perchè la straordinarietà non muti in ordinarietà,
perchè il silenzio solenne non muti in verbo aspro,
a volte è meglio non definire l'indefinibile.

Emozione,ramo dell'amore madre della vita;
sogno, foglia volante coccolata dalla brezza del desiderio figlio della speranza;
volontà tronco secolare della stabilità esistenziale;
follia, terra di confine della felicità;

ovvero mere espressioni dipinte sulla tela della quotidianità vissuta e non compresa.
Alba e tramonto, caldo e freddo, giorno e notte, intervalli di tempo scanditi nel rumoroso silenzio in quello spazio universale ove non esiste inizio, ove non esiste fine.
E mai nessuna fine si porrà su quella strada accolta dalle mani grezze nude e vere di madre natura.
Movimento continuo perenne.
Perennemente sei.
Perennemente sarai,
emozione.

Marco Barone

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