Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Secondo il Ministero della istruzione La Resistenza avrà spazio nel programma di Storia

Una nota del ministero dell'Istruzione smentisce in modo secco la notizia che la Resistenza non farebbe più parte dei programmi di studio di Storia.

''Le indiscrezioni apparse oggi su un organo di informazione secondo le quali nei programmi scolastici sarebbe stato ridimensionato lo studio della Resistenza sono destituite di qualsiasi fondamento. Lo studio della Resistenza è importante ed è previsto dalle nuove Indicazioni nazionali, nell'ambito della storia della seconda guerra mondiale e della nascita della Repubblica''.

La notizia era contenuta in un articolo del quotidiano Italiaoggi, che aveva notato l'assenza del termine "Resistenza" nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei.

Il coordinatore della commissione ("cabina di regia") incaricata di redigere la bozza di Indicazioni, Max Bruschi, nega che il problema esista: "Che esagerazione", protesta, "non c'è nessun rischio di questo tipo. Ma se il fatto che nei programmi non c'è la parola Resistenza è un problema, allora... possiamo sempre reinserirla".
da tutto scuola

Invito a monitorare tale situazione perchè il revisionismo storico in corso è pericoloso e non dimentichiamoci che per liberarci dal fascismo sono morte centinaia di compagne e compagni , non facciamo in modo che il loro sangue sia stato versato invano. I fascisti al governo ci provano ed è allucinante leggere le parole di Bruschi che sostiene che esagerazione...che può essere sempre reinserita. Non è tanto il problema della parola RESISTENZA, ANTIFASCISMO o LIBERAZIONE di cui non si fa menzione nella nota ministeriale; ma tutto ciò che vi è correlato che viene massacrato. Non è che inserendo la parola resitenza, antifascismo o liberazione si risolve il problema, il punto è il tentativo di revisionismo storico in corso, ricostruendo diversamente la storia dell 'antifascismo del nostro paese vedi anche la questione Foibe per esempio,si annienta la lotta partigiana, l'essenza stessa della resistenza, dell'antifascismo!
Questi soggetti ci provano, hanno compreso l'importanza della scuola, della educazione e della formazione. La storia della resistenza, dell'antifascismo, e della liberazione, deve essere insegnata nelle scuole senza alcuna condizione o revisione storica. Ciò lo dobbiamo ai partigiani, lo dobbiamo a chi è morto per l'antifascismo! Ma oltre la parola Resistenza in ogni caso voglio ricordare al Ministero che deve comparire anche quella dell' Antifascismo e Liberazione.
Marco B.

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