Come è giusto che sia la scienza
prosegue il suo cammino per cercare di comprendere il funzionamento
dell'essere umano, però ogni nuova scoperta, ogni nuovo studio ogni
nuovo passo sembra confermare che alla fine dei conti l'essere umano
altro non è che una macchina, sì complessa, ma sempre una macchina.
Emozioni, sentimenti, passioni, umori,
sogni, incubi, tutto è spiegabile e decifrabile tramite formule e
formulette, che se da un lato hanno il pregio di essere utili per
contrastare alcune malattie, dall'altro lato invece rischiano di
annientare il senso stesso della vita dell'essere umano.
Che senso ha una vita spiegata fin
dall'inizio e ridotta ad una semplice formula chimica?
Perché se l'amore, l'odio, prendo come
esempio i due massimi estremi ed opposti, altro non sono che semplici
reazioni chimiche, l'umanità diventerebbe disumana, isterica,
violenta.
A cosa servirebbe la regola, la
morale, l'etica?
L'essere umano rischia di essere un
semplice animale da recinto, pronto per essere ingrassato o sfruttato
per ragioni e fini utili al sistema, ma anche chi controlla questo
recinto altro non è che una macchina chimica.
Ridurre l'esistenza dell'essere umano
ad una semplice questione chimica, ad una semplice formuletta,
ucciderebbe la vita stessa non appena nata.
Non credo nell'esistenza dell'anima ma
non voglio neanche credere che l'essere umano sia decifrabile e
comprensibile solo con formulette.
Anche perché ciò, un giorno forse
neanche tanto lontano, faciliterà il controllo di massa tramite il
controllo delle emozioni e le umane emozioni sono le uniche che
riescono a dare un senso di umanità ad una vita sempre più
bestiale.
Controllare e spiegare le umane
emozioni sarà un processo che trasformerà l'essere umano in essere
chimico.
Ciò che ci circonda è infinito ed
immenso, non ha né inizio né fine, è così che voglio sognare la
vita umana.
Anche i sogni sono stati chimici
controllabili e spiegabili.
Ed allora viva l'ignoranza, in questo
caso, viva il meglio non sapere, viva il mistero, viva il teatro,
viva la rappresentazione di ciò che non siamo ma che vorremmo forse
essere, esseri umani.
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