Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Eros contro Marte



Colpiscimi pure, sentirò la lama della spada penetrare il mio corpo, ascolterò il lamento del sangue, macchierò la pelle con pennellate color rosso ardore, vedrò la furia immolare l'amore nella follia della passione.

Colpisci, colpisci colpisci.
Scolpisci la tua ira su questa carne, perché altro non sono che carne immolata in un tempo destinato a perir nella cenere del non sono.

Marte non uomo, Marte è una Dea, una donna senza identità, protetta nel suo velo pesante come un macigno di montagna fermo sul precipizio della ragione, affascinante come una piuma trasportata dal vento nell'immensità dell'oceano senza inizio senza fine, violenta come l'ira figlia dell'amore tradito.

Eros, uomo alla ricerca dello sguardo furioso di Marte, getta via il suo scudo, getta via i suoi veli, offre la nudità alla guerra, offre la nudità alla provocazione scandendo senza armonia alcuna solo ed in solitudine un lamento, colpiscimi, colpiscimi, colpiscimi.

Marte funesta come la tempesta che non c'è, urla nel silenzio, bagna il viso con lacrime dal sapor selvaggio di assenzio, corre contro Eros.
Colpirà il braccio, la spada entrerà ed uscirà da quella carne mortale di una Divinità che ha abbandonato ogni ritualità per assaporare il senso del limite.
Acciaio rovente accolto dalla terra rude e grezza .
Un tonfo secco.
Non sangue.
Non acqua.
Nulla.
Il nulla ha abbracciato Eros e Marte.
Nella sfida senza sfida.
In un sogno senza sognare.
Vedrai una colonna smarrirsi nel vuoto di quell'ordine dorico dell'epoca immortalata su quel fregio senza più metopa.
Ascolterai l'eco dell'amore.
Respirerai il profumo della passione prigioniera nella disumana ragione.

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