Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Giornata internazionale della Poesia. E scrivo...

Oggi, nessuna rima potrà abbracciare quella riva ove cammino,
ove sospiro,
ove ogni ove è presente.
Ma la forza di andare contro,
la forza di armare con l'inchiostro del calamaio
la penna della speranza,
in questo preciso e deciso istante
è in fuga.
Timore e paura di vivere l'astinenza dal consumismo,
dal benessere materiale,
dal danaro,
vile danaro, sempre più avaro di umanità,
vige.
Un megafono urla per la gente, con la gente, tra la gente.
Sveglia.
I diritti sociali soffrono.
La libertà soffre.
La democrazia è sospesa.
Spendi meno e continui a far la spesa,
spendi meno e continui a comprar la benzina,
spendi meno e continui a camminare,
oltre quelle parole,
oltre la lotta.
Eppure spendi danaro,
e neanche un momento del tuo tempo
per ascoltare.
E' un tempo malvagio,
guerre e sofferenze,
vendette e anime maledette
anche dal loro dio, pregato ed invocato
nel segno di quella croce
nel profumo di quell'incenso,
nel sapore di quell'ostia,
nel succo di quel vino,
si spolvera la ragnatela del senso di colpa,
per continuar a vivere nell'abitudine che trascina
nel silenzio dell'inquietudine
il timore del cambiamento.
Eppure oso,
eppure non mi arrendo,
scrivo e lo dico,
il muro del silenzio dovrà cadere.
Umanità disumana,
umanità non più umana,
umanità dove sei?
Umanità dove sei?

Marco Barone

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