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Visualizzazione dei post con l'etichetta siria

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Dare la cittadinanza onoraria nelle nostre città a Hevrin Khalaf ,uccisa per i diritti delle donne curde

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  Va onorata e celebrata con i giusti riconoscimenti da parte delle nostre città, nei luoghi che viviamo, questa donna, massacrata da terroristi islamisti, spalleggiati dalle forze repressive turche che vogliono spazzare via il popolo curdo, che è stato determinante per sconfiggere l'ISIS. Un popolo da sempre perseguitato dai turchi e che il mondo ha compreso di dover difendere solo quando ha visto di cosa è stato capace di fare contro il male terrorista islamista. Una realtà progressista. E si è volutamente massacrata uno dei suoi simboli più noti, l'attivista Hevrin Khalaf , poco più che trentenne, che credeva in una convivenza democratica e pacifica tra più popoli. Era una donna, in prima fila per i diritti umani, è stata ammazzata. Nei nostri luoghi va data la giusta riconoscenza a questa donna, a ciò che rappresenta, per quella società di ponti e pace e condivisione che vogliamo costruire e che islamisti e nazionalisti e reazionari non vogliono rendere invece possibile...

Tutti contro la Turchia, ma nessuno osa contrastarla seriamente

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Il mondo praticamente è tutto contro l'offensiva della Turchia sul territorio siriano, come se fosse cosa sua, contro i curdi. Che vorrebbe conquistare più terreno e nello stesso tempo sbarazzarsi dei nemici storici di sempre, i curdi. Delle persecuzioni subite dai curdi ai grandi del mondo frega meno di niente. L'unica salvezza dei curdi è che sono stati determinanti per respingere e sconfiggere i demoni dell'ISIS. E' solo questa la preoccupazione dell'Occidente il ritorno dell'ISIS e la minaccia di essere "invasi" da milioni di migranti che la Turchia tiene prigioniera nei suoi campi di concentramento pagati dall'Europa. Tutto il mondo è contro la Turchia, ma nessuno fa niente per contrastarla seriamente. Basterebbe poco. Ad esempio creare una zona di no fly zone e neutralizzare così l'avanzata turca. Ma meglio limitarsi a sterili minacce e divieti di vendita d'armi per il futuro e altre robe del genere. Intanto i turchi fanno quello...

Da quando Trump ha iniziato a giocare alla guerra è diventato un "bravo ragazzo" con i media prostituiti alla guerra

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Nazista, dittatore, fascista, pazzo, non è l'America. Votato da milioni di Americani, anche se non dalla maggioranza. Doveva impostare una politica in stile isolazionista. Doveva mettere in discussione la Nato, obsoleta. Doveva tante cose. Ma da quando ha iniziato a prendere i primi schiaffi, uno su tutti, il blocco della controriforma sanitaria, qualcosa è mutato. Arrivano finanziamenti pesanti per l'esercito. Ed iniziano a cambiare i rapporti internazionali. La Russia è ora se non un nemico poco ci manca, la Cina, che prima era il nemico numero uno, ora è diventata alleata pro tempore. Ma la cosa che più impressiona è da un lato il silenzio di tutti i grandi democratici da quando ha iniziato a mostrare i muscoli militari, ad attuare azioni che ben avrebbe adottato la Clinton, ed infatti non è un caso il silenzio che ad oggi arriva proprio da quel gruppo politico, almeno qui in Europa. Dalla buffonata della madre di tutte le bombe, che ha ucciso comunque, alla question...

In Siria è guerra totale: spalancate le porte ai profughi

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Nessuno saprà mai come è andata realmente, complotto o non complotto, trappolone o meno, l'unica cosa certa è che ancora una volta innocenti sono stati uccisi, con armi convenzionali o meno. Così come impressionate è la cabina di regia unica che ha determinato le reazioni contro la Siria e la Russia,  non si è dato il tempo di appurare il reale accadimento dei fatti, le responsabilità effettive, ed ecco che hanno dato il via libera all'aggressione  unilaterale americana, con missili, che hanno colpito una base militare siriana. In Siria è guerra totale. Già tra il Libano e la Turchia vi sono milioni di rifugiati, e solo una piccola manciata è giunta nel Vecchio Continente. Che è imploso con una non emergenza creata ad hoc, che aveva ed ha lo scopo di mettere letteralmente in discussione il progetto di una Europa Unita nella sua diversità, senza confini e frontiere. Ed infatti son ritornati inutili e ridicoli ma anche pericolosi muri, anti-migranti, ma in realtà con lo s...

Dopo Bruxelles,ennesima strage di civili,l'Europa deve ritirarsi

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E' difficile mantenere viva la lucidità mentale dopo i fatti di Bruxelles di questa primavera 2016 nata sotto il segno del sangue, del dolore, del lutto. Ma si deve essere lucidi e non emotivi. Nel mondo risultano oggi più di 60 Stati coinvolti in azioni di guerra. E l'Europa, o meglio alcuni Paesi dell'Europa, che poi sono quelli che determinano la linea della politica interventista europea all'estero, sono in guerra da lungo tempo. Quindi la formula retorica che segue ogni volta le tremende stragi che colpiscono i civili"ora siamo in guerra" è superata dalla realtà dei fatti. Anche se non lo sappiamo. Perché la vita nelle nostre città continua tranquilla o frenetica come sempre. Ma accade che, come è successo in Italia per un lungo periodo, durante la strategia della tensione, anche se con intensità minore a livello temporale, ora le azioni di guerra sono nel nostro territorio, nei luoghi che conosciamo, nei luoghi simbolo. E questa guerra la stiamo pe...

Siamo in guerra, ma in Italia non possono dirlo,altrimenti non la possono fare

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E' innegabile che l'Occidente è in guerra. Una guerra non iniziata dopo il 13 novembre, e neanche dopo l'11 settembre. Una guerra iniziata ben prima, che continua, frammentata. Non è una guerra globale, e neanche la terza guerra mondiale, anche se la Siria è il terreno ove si scontrano gli interessi delle principali potenze mondiali oggi militarmente in guerra. In Italia è vietato usare la parola guerra, non sia mai. Altrimenti si scatenano i soliti sentimenti conformi alla nostra Costituzione. Maledetta quella Costituzione che non legittima la guerra, che rifiuta la guerra, no? Ed allora no, non siamo in guerra, ma per fare la guerra dobbiamo dire che è solo una lotta contro il terrorismo, una battaglia, ma non una guerra.  D'altronde le fregature delle missioni di pace non funzionano più e neanche quelle delle guerre umanitarie.  Per fare la guerra, non si deve dire che si è in guerra e si deve preparare l'inesistente opinione pubblica a legittimare scelte in ...

La Guerra in Siria per le risorse energetiche

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In Siria se bombardano gli americani, i francesi od i turchi va tutto bene, è tutto normale, se bombardano i russi, ecco il mondo occidentale indignarsi. Non hanno ragione nè gli americani nè i russi, nessuno può avere ragione quando si vogliono risolvere a colpi di missili situazioni determinate da politiche scellerate e reazionarie. Il responsabile di quello che accade è sempre il capitalismo. E' una guerra, l'ennesima, capitalista. La Siria è ricca di Gas e non solo, si trova in una zona geografica strategica, ove ognuno cerca di governare i propri interessi economici colpendo coloro che reputa come nemici. Due volti della stessa medaglia, un conflitto armato all'interno del capitalismo per le solite motivazioni, le solite questioni che sembrano non avere mai fine. Ora si capisce  perché  alcuni Paesi, come la Germania, volevano ospitare solo siriani. Non solo per questioni di manovalanza a basso costo, o  perché  gli USA erano disposti a creare anch...

Lettera aperta alla Presidenza della Camera, fermiamo la guerra in Siria

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Questo il testo della lettera aperta che ho inviato alla Presidenza della Camera dei deputati il giorno 08/09/2013 *** Preg . ma Presidente Della Camera dei Deputati Laura Boldrini Scrivo pubblicamente ed apertamente, per manifestarLe tutta quella viva preoccupazione, ma anche senso di indignazione che colpisce milioni di persone. In Siria sono due anni che continua un massacro, oltre 70 mila morti, quasi due milioni di profughi ed il tutto nella tolleranza di quell'Occidente che osa dire quando una morte è tollerabile e quando una morte non è tollerabile. Come se il massacro, le sofferenze che vivono le popolazioni di quel pezzo di terra, ignorato da molti da due anni a questa parte, fossero meno gravi e meno rilevanti od un qualcosa di accettabile rispetto alle presunte uccisioni accadute con le armi chimiche. Condanno con ferma convinzione ogni tipo di violenza, sia essa determinata dall'esercito siriano che dai così detti ed indefiniti ribelli...

Trieste si mobilita per dire no alla guerra

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Mentre scrivo il cielo di Trieste è appena stato sorvolato da un aereo da guerra. Quel rumore invasivo, quella velocità incredibile, quella potenzialità distruttiva volante, quella violenza reale che sorvola anche questo cielo, rischia di diventare l'ennesima normalità tra qualche giorno ma sul quel cielo ignorato da molti per lungo tempo, il cielo siriano. Non abbiamo bisogno di bombe per la democrazia, di bombe per l'umanità, di bombe per la libertà. In Siria sono due anni che continua un massacro, oltre 70 mila morti, quasi due milioni di profughi, ed il tutto nella tolleranza di quell'Occidente che osa dire quando una morte è tollerabile e quando una morte non è tollerabile. Come se il massacro, le sofferenze che vive la popolazione di quel pezzo di terra, ignorato da molti, da due anni a questa parte fosse meno grave e meno rilevante od un qualcosa di accettabile rispetto alle presunti uccisioni accadute con le armi chimiche.  Chi arma i così detti ri...

Siria più di 70 mila morti e quasi 2 milioni di rifugiati ed i pacifisti dove stavano?

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Apriti cielo. Ora che si paventa l'ennesima guerra lampo, che lampo non sarà, ora che Francia, Inghilterra ed ovviamente USA, hanno riscaldato i motori dei loro mezzi umanitari che sparano missili, ecco gli indignati pacifisti occidentali uscire dal guscio. Tra chi dice che si viola il diritto internazionale, tra chi dice che adesso che sono state usate da qualcuno, chi non ha importanza, le armi chimiche, adesso che si è superata la tolleranza, come se vi possa essere qualche tolleranza verso i massacri dei civili,  gli artefici della democrazia occidentale si mobilitano per la pace che avrà un caro prezzo, ma che verrà soddisfatta dalla risorse di quella zona e soprattutto dall'abbattimento del regime iraniano che è sempre più vicino, ovviamente anche questo per ragioni economiche mica umanitarie. In Siria si registrano 70 mila morti quasi 2 milioni di rifugiati, nell'indifferenza totale di tutti, governi alleati, amici o nemici, ma specialmente dei pacifis...