Questo
il testo della lettera aperta che ho inviato alla Presidenza della
Camera dei deputati il giorno 08/09/2013
***
Preg.ma
Presidente
Della Camera dei Deputati
Laura
Boldrini
Scrivo
pubblicamente ed apertamente, per manifestarLe tutta quella viva
preoccupazione, ma anche senso di indignazione che colpisce milioni
di persone. In
Siria sono due anni che continua un massacro, oltre 70 mila morti,
quasi due milioni di profughi ed il tutto nella tolleranza di
quell'Occidente che osa dire quando una morte è tollerabile e quando
una morte non è tollerabile.
Come
se il massacro, le sofferenze che vivono le popolazioni di quel pezzo
di terra, ignorato da molti da due anni a questa parte, fossero meno
gravi e meno rilevanti od un qualcosa di accettabile rispetto alle
presunte uccisioni accadute con le armi chimiche.
Condanno
con ferma convinzione ogni tipo di violenza, sia essa determinata
dall'esercito siriano che dai così detti ed indefiniti ribelli.
Mercenari,
venditori di armi ed alcuni Stati lucrano, ancora una volta, sulla
guerra, alimentando sofferenze umane senza mai fine.
Le
persone vengono considerate come numeri.
Numeri
da statistica, numeri vuoti, ma dietro un numero vi è una persona,
dietro una persona una storia di vita, emozioni, sofferenze,
speranze, amori e passioni.
Chiunque
di noi potrebbe essere quel numero.
In
questi ultimi giorni la stampa classica sembra aver scoperto, con
mera ipocrisia, il dramma continuo che vivono i profughi, le donne,
gli uomini ed i bambini di quella terra.
Opportunismo
mediatico dopo due anni di assoluta indifferenza.
La
guerra nella guerra, che sembra essere imminente, deve essere
fermata, così come deve essere fermata la guerra interna siriana.
Il
dialogo, la politica possono,anzi devono, svolgere il loro compito,
prima di ogni missile o pallottola sparata nel nome di quella pace
che mai e dico mai potrà essere conseguita con altra violenza.
Non
esistono guerre umanitarie, ciò è una giustificazione orrida etica,
ma anche morale della guerra e di tutto ciò che vi è connesso ed
annesso.
Molti
esperti ed analisti temono che la situazione siriana, nel caso di
“risposta forte ed immediata”, ovvero attacco militare
occidentale esterno, possa degenerare, con una sorta di effetto
domino, in un conflitto mondiale dagli esiti drammatici.
Nessuno
di noi giovani sa cosa vuol significare la guerra, la conosciamo in
via indiretta, per testimonianze, visione di filmati, lettura di
libri, siamo impreparati a ciò e mai dovremmo conoscere direttamente
la guerra.
Noi
occidentali, chiusi spesso nella presunzione della ragione e della
verità, imponiamo con la forza convinzioni, credi, costumi, che
nulla hanno a che vedere con culture e tradizioni distanti anni luce
dal nostro comune modo di concepire la vita ordinaria.
Lei,
nel nome della sua esperienza, nel nome dell'importante ruolo
Istituzionale che ora svolge, può intervenire.
Che
l'Italia proceda ad una immediata e straordinaria discussione
parlamentare sulla situazione siriana, che i componenti del
Parlamento si assumano le loro responsabilità.
Che
la democrazia parlamentare svolga con urgenza il suo compito, per
quella pace e fine di ogni ostilità che può essere conseguita con
la giusta via del dialogo.
Che
si fermi la violenza dei ribelli e dell'esercito, che si faccia
guerra alla guerra con il dialogo.
Confido
nell'esercizio pieno dei suoi poteri per una convocazione
straordinaria della Camera dei deputati, che anche l'Italia, per voce
della sua democrazia parlamentare, con tutti i problemi che la
caratterizza, urli al mondo intero il No all'intervento militare,
alla guerra.
Rischiamo
un conflitto mondiale e chi pagherà il prezzo di tutto ciò sarà
ancora una volta il popolo.
Cordialmente,
Trieste
8 settembre 2013
Commenti
Posta un commento