Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

L'assalto al Narodni dom di Trieste in un mondo dalla nostalgia "canaglia"


Il 13 luglio del 1920 a Trieste al grido dannunziano di eia, eia, alalà, dannunziani, fascisti, nazionalisti, si diressero, indisturbati, deviando dal proprio percorso ordinario, verso la sede del Narodni dom. Non avevano mai potuto sopportare che la componente slava della città di Trieste potesse alzare la testa ed essere alla pari di quella latina, di quella germanica. Il disprezzo verso i popoli slavi era enorme. Lo presero di mira. Lo distrussero. Gli diedero fuoco. Fiamme fasciste, la fiamma nera. Il rogo del Narodni dom a Trieste, premiato in Slovenia come il romanzo a fumetto dell'anno e pubblicato da Qudu Libri racconta in modo efficace di cosa stiamo parlando. Padre e figlio, uno disegnatore, l'altro storico, si son cimentati in un percorso ad ostacoli non da poco e lo hanno superato in modo convincente, narrando con semplicità quel fatto che ha segnato nella sua complessità la svolta nel confine orientale italiano, per il fascismo. Un mondo senza più apparentemente ideologia ha prodotto una società senza ideali, i fascisti sono sempre stati lì, riescono a mascherarsi bene, grazie a quell'impunità storica frutto dell'odio accecante verso l'anticomunismo.  Chi si è riciclato nella Resistenza, chi si è "democratizzato", chi ha cambiato maschera una, dieci, cento volte alla Pirandello, rinnegando il proprio essere pubblicamente, ma coltivandolo giorno, dopo giorno, nel proprio mondo. Impuniti, nel Paese che non ha avuto la sua Norimberga, ma va detto che la Germania, che la Norimberga invece l'ha avuta, il neonazismo ha preso piede. Cent'anni di storia possono essere tanti, come un niente, le vicende del fascismo, della Resistenza, a breve avranno lo stesso peso nella memoria collettiva dei fatti della grande guerra. La storia non si ripete, la storia va per la sua strada, la storia non inganna, è l'uomo che deve saperla interpretare in un contesto dalla nostalgia canaglia dove fatti come quelli del Narodni dom, che hanno dato il là all'assalto fascista del Paese, che dovrebbero avere un peso costante e rilevante nella memoria storica nazionale, andranno verso tutt'altra direzione.

mb

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