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Visualizzazione dei post con l'etichetta nucleare

Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Se ora il sistema energetico sloveno diventa un "modello". Siamo alla frutta

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C'è da riflettere, vista la situazione disastrosa che si sta determinando a livello di approvvigionamento energetico anche a causa della guerra in Ucraina, nel sapere che addirittura si stia valutando come modello il sistema sloveno che è tutt'altro che esemplare. Visto che per un terzo dipende dal nucleare, che nel mondo sarebbe cosa buona e giusta far sparire definitamente, mandare in estinzione come i dinosauri, e per un terzo dal carbone, che come è noto non fa sicuramente rima con ambiente. Il caso Monfalcone qualcosa dovrebbe pur aver insegnato. Lodare o apprezzare quel modello, significa essere sinceramente proprio alla frutta, con tutto il rispetto per gli amici sloveni si intende. mb

Mobilitarsi per pretendere la chiusura della centrale nucleare di Krsko, che rischia il raddoppio. Un pericolo alle porte d'Italia e per l'Europa

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    Doveva chiudere dopo quarant'anni dalla sua attività e invece rischia il raddoppio. Costruita in una zona dove ci sono ben tre faglie attive, allora non lo si sapeva, ora lo si sa, la centrale nucleare slovena di Krsko va chiusa. Deve mobilitarsi il FVG, deve mobilitarsi l'Italia, deve mobilitarsi l'Europa, prima che accada l'irreparabile. Anche l'Italia è a rischio. Siamo a 130 km circa da Trieste. Centrale di proprietà di Gen-Energija e della croata Hrvatska elektroprivreda, copre attualmente il 40% del fabbisogno energetico della Slovenia. Sì, è vero, in Slovenia hanno un problema di fabbisogno energetico. Sì, è vero, continuano a ripetere che è sicura. Ma hanno avuto il tempo di pensare a delle alternative. Quella centrale va chiusa. Non è tollerabile accettare più un rischio del genere, per quanto sicurissima possa essere, a detta loro, un rischio che potrebbe determinare situazioni che neanche vogliamo immaginare. Il nucleare non è il futuro, è il passato,...

L'ultima follia dell'Egitto. Una centrale nucleare

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L'accordo con la Russia vuole in Egitto la realizzazione della sua prima attesa centrale nucleare. Se ne parla praticamente dagli anni '60. Nel 1964 fu proposta una centrale nucleare da 150 MWe, nel 1974 fu proposta una centrale da 600 MWe per Sidi Kreir vicino ad Alessandria.   Nel 1976 veniva istituita l'autorità governativa per le centrali nucleari (NPPA) e nel 1978 sono stati elaborati diversi piani per dieci reattori con una capacità di 7200 MWe, a Sidi Kreir, Al Arish, Il Cairo e nell'Alto Egitto. E' dal 1983 circa che si parla del sito di  El Dabaa sulla costa mediterranea - 170 km a ovest di Alessandria e Zafraana sul Golfo di Suez.    Il piano fu interrotto a seguito dell'incidente di Chernobyl del 1986. Ed ora si ritorna su questo sito. Mentre il mondo, salvo casi scellerati, come in Slovenia, decide di voler arrestare l'energia nucleare, in Egitto si decide ovviamente di fare il contrario. Di investire in questo settore. In un Paese d...

Altro che raddoppio. Chiudete la centrale nucleare di Krško evitiamo il crack atomico

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E' vero che la Slovenia dipende sostanzialmente dalla centrale nucleare di Krško, a soli 130 km da Trieste, alle porte del Friuli Venezia Giulia, è una centrale che anzichè essere chiusa, la Slovenia sta pensando al raddoppio per raggiungere la piena indipendenza energetica. Di quella centrale se ne è già parlato più volte, soprattutto per la zona ad alta sismicità dove è collocata.  E di allarmi ve ne sono stati diversi, nel 2008, una fuga di acqua di raffreddamento del reattore, nel 2007 la centrale venne isolata e chiusa per un mese per interventi urgenti. Come ha evidenziato Report con un suo vecchio servizio su quella centrale, emerse chiaramente come fosse l'unica centrale atomica europea in zona sismica ad attività medio-alta ed in Europa complessivamente ci sono 140 reattori nucleari attivi, molti più vecchi di 30-40 anni. Insomma quello che è stato definito come # crackatomico non pare essere pura fantascienza drammatica. Certo, il direttore della  centrale...

Krško, Slovenia, "unica centrale nucleare europea in zona sismica"

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La puntata di Report dedicata alle centrali nucleari ancora funzionanti in Europa è stata una denuncia importante ed inquietante nello stesso tempo. Siamo all'interno di una zona ad alta potenzialità di morte e le condizioni di sicurezza non sembrano essere certamente le migliori. Il caso più eclatante è certamente quello noto di Krško, a 130 Km da Trieste, in Slovenia. Già da tempo sono state sollevate diverse preoccupazioni, ma tutto continua come se niente fosse. Come ha evidenziato Report questa centrale è l'unica europea in zona sismica ad attività medio-alta ed in Europa complessivamente ci sono 140 reattori nucleari attivi, molti più vecchi di 30-40 anni. Insomma quello che è stato definito come # crackatomico non pare essere pura fantascienza drammatica. Certo, il direttore della  centrale di Krško ha dichiarato che: "Rispettiamo i più alti standard di sicurezza". Sarà. Ma i terremoti son terremoti, le zone sismiche son zone sismiche e l'Europa deve ...

La centrale nucleare di Krsko che fa tremare il FVG

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Poche centinaia di chilometri di distanza dal FVG, neanche due ore da Trieste. E la centrale nucleare di Krsko continua a far tremare il FVG, oltre che ovviamente la stessa Slovenia che la ospita, la vicina Croazia e buona parte dell'Europa. Si trova in una zona sismica, già in passato vi sono stati dei problemini, ed ogni volta che la terra, come è naturale che sia, si muove, trema. Trema la Slovenia e trema il Friuli Venezia Giulia. Basta vedere quanto accaduto in questo inizio novembre. Una scossa di terremoto nella zona di quella maledetta centrale nucleare e ben tre aggiornamenti sul sito della Regione del FVG. L'ultimo dice che "il risultato della misurazione effettuata dagli operatori dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) del Friuli Venezia Giulia questa sera stessa nell'ambito del servizio di emergenza, attivo 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, conferma il quadro pienamente tranquillizzante a seguito del terremoto ...

Gorizia e provincia e le mine atomiche,tempi maturi per una Commissione d'Inchiesta

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Fortezza FVG è un libro curato da Legambiente, a cura di Moreno Baccichet, Edicom edizioni, che raccoglie diversi interventi, analisi ed approfondimenti su quello che è accaduto in FVG subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ovvero come la regione sia divenuta una vera fortezza, da qui il titolo del libro, passando dai rapporti problematici con la militarizzazione della regione,cosa che venne anche denunciata da Bacicchi più volte, per attraversare un mutamento di rapporti dopo il tremendo terremoto che ha visto i militari adoperarsi per aiutare la popolazione civile sino a  giungere al problema ancora oggi sussistente delle dismissioni ecc.  Ma uno dei punti che certamente farà discutere, in questo libro, è quello relativo ad una pagina poco conosciuta, che ha sollevato nel corso del tempo anche alcune interrogazioni, come quella del PRC alla Regione nel 2001, quale quella delle mine atomiche nella così detta soglia di Gorizia. Si legge che “nei giochi di gu...

Chi ha rubato il pc "nucleare" dell'Enel?

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La notizia del furto del pc nucleare presso l'area  nucleare a Tor di Quinto, "contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all'estero" è un fatto a dir poco strano, anomalo. La stessa Enel afferma che "è davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria". Cosa nasconde questo messaggio? Da quello che è dato comprendere, sembra che sia  stato rubato il pc affidato ad una dipendente, che lo custodiva in gran sicurezza dentro un cassettino chiuso a chiave... Secondo una prima ricostruzione, il furto potrebbe essere avvenuto tra le 16.40 del primo giugno,  e le 8 e 20 del 3 giugno, quando la lavoratrice è tornata al lavoro.  Quindi, una società ricca e grande come l'Enel permette che un pc, contenente dati importanti e segreti sul nucleare, venga lasciato in un semplice cassettino chi...

Anno difficile.

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Tre, due, uno.... Auguri, auguri, auguri. Ed ecco volar via, tra sorrisi condivisi, tappi e gocce di piacere, spumante e pensiero amante. Era la mezzanotte di quel 31 dicembre, lontana e perduta per qualche via montana. Era la notte dei fuochi colorati e di animi armati dal desiderio di brindare. Brindo alla vita, brindo alla mente assopita, brindo al non pensiero fermo sul sentiero odierno. Tre, due, uno... Non più auguri, non più salti da canguri, corpi travolti, anomie sconvolte. E' l'attimo della rivolta, è l'anno della società sconvolta. Tunisia, Algeria, Albania, Egitto, Libia, Croazia, e tanti paesi ancora, vivranno la ribellione nata dala rete libera dalla prigionia. Giungi a Lampedusa, ecco impietrito lo sguardo della dea Medusa. Tre, due, uno... Esplosioni di rabbia, terra tremante, uomo fibirillante alla ricerca della caverna solitaria. Nubbi chimiche, centrali nucleari,esseri alari, ora sulla terra domani metamorf...

I numerosi incidenti nucleari del Giappone.

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La terra trema. Trema talmente così violentamente, così intensamente, da provocare tsunami, distruzioni di dighe, di borghi  e tante vittime. E se un terremoto così potente ed esplosivo accadeva in Italia?  Probabilmente avremmo visto un'ecatombe di immane proporzioni. Ma i giapponesi nella loro consapevolezza di vivere in un luogo a dir poco ballerino, hanno costruito ed edificato con criteri avanzatissimi le varie strutture pubbliche e private che ospitano la ordinaria vita delle persone. Ora, l'attenzione, cade , come è ovvio che sia, sulle centrali nucleari. Nel 2010, nel mondo,  sono stati avviati i lavori per 13 reattori per un totale di 15.218 MWe (fonte: WNA). Otto reattori sono stati avviati in Cina (Fuqing 3, Ningde 3, Taishan 2, Changjiang 1, Haiyang 2, Fangchenggang 1, Yangjiang 3 and Changjiang 2), due in Russia (Leningrad II-2 and Rostov 4), due in India (Kakrapar 3 and 4), uno in Brasile (Angra 3). Mentre in  Giappone sono ripartiti i lavori...

Storia di un treno nucleare.

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Quella che segue è una ricostruzione, di una storia vera, di una storia recentissima accaduta in Val di Susa. Riguarda il blocco del treno Castor, il treno nucleare diretto in Francia e bloccato per qualche ora da una dura protesta di lotta. Passeggi per le vie della Valle ed intravedi oltre l'orizzonte la battaglia naturale per la conquista della grezza terra tra l'abete rosso e l'abete bianco per divenir i Re del Gran Bosco di Salbertrand. I tuoi passi si perdono fra le selvagge vegetazioni tipiche delle Alpi Marittime, Alpi Cozie Meridionali e Alpi Centrali ed il dolce, ma non sdolcinato profumo del castagno puro o misto ad altre latifoglie,  che si confonde con l'essenza  del faggio ceduo. Un paesaggio emozionante, vero, semplicemente naturale. Poi un giorno le mani dell'uomo tra tunnel e fori decisero di devastare le vie scalfite da madre natura, per conferir spazio alle comodità borghesi, per conferir dominio al capitale. Dalle vie della rete virtuale ma ...