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L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

I benzinai di confine e il mondo in guerra

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Si immagini questa scena: siamo sul confine, in quella terra di mezzo che per decenni è stata un elastico tra mondi diversi. C’è una fila interminabile di lamiere sotto il sole, un serpentone che sbuffa gas di scarico. E poi c’è il cartello, scritto magari a mano, con quel tratto nervoso di chi ne ha viste tante: "Massimo 30 litri" . Perché  la storia non si fa solo nei palazzi del potere, tra i generali che spostano le bandierine sulle mappe o i ministri che firmano decreti tra Washington e Tel Aviv. La storia, quella vera, quella che morde, la vedi lì, alla pompa di benzina. È un paradosso straordinario! Il confine, che dovrebbe essere una linea astratta, diventa improvvisamente il luogo più concreto del pianeta.   C’è questa massa di gente che non sta cercando la gloria, ma sta cercando di far quadrare i conti. Perché quando il mondo "va in tilt" per una guerra decisa altrove, la prima cosa che salta è la sicurezza del domani. Risparmiare dieci euro sul pieno div...

E' nato un "nuovo" gruppo terroristico? American Cheetah Group. Colpito Twitter e gasdotto egiziano e portaerei americana

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E' nato a luglio 2020, si chiamano American Cheetah Group. Hanno come simbolo un ghepardo a stelle e strisce. Il loro motto è  "Sarai colpito perché non ci pensi".  La loro prima azione eclatante stando a quello che scrivono è quella che ha colpito il mondo stesso in cui esiste il loro profilo ufficiale. Twitter. Hanno rivendicato l'attacco che ha colpito gli account di migliaia di persone famose e politici di fama. Così hanno scritto: "Nel 14 ° anniversario della fondazione di Twitter, abbiamo hackerato 5.000 account famosi per mostrare cosa significano sicurezza e tendenza della globalizzazione!". Dal mondo virtuale al mondo reale il passaggio è stato breve. Hanno rivendicato l'attentato al gasdotto egiziano. Così hanno scritto: " Ieri sera abbiamo fatto saltare in aria il gasdotto che va dall'Egitto a Israele per dimostrare a tutti che le nostre azioni sono in tutto il mondo, ci vendichiamo in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo. Aspetta ...

Quando Trump mise un like ad un post che invitava ad iniziare una guerra per evitare l'impeachment

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Continua nei social ad essere la parola più diffusa, #WWIII o #TrumpWar oltre che a #IranUSA. D'altronde le recenti dichiarazioni da parte iraniana hanno fatto ben intendere quale sarà la loro politica, occhio per occhio, dente per dente. Una guerra iniziata dagli americani, a colpi di droni e missili, che pretendono di essere dalla parte giusta della storia e minacciano ritorsioni pesantissime se l'Iran oserà fare quello che qualsiasi Paese sarebbe tenuto a fare quando subisce una dichiarazione di guerra. Difendersi, colpendo. Insomma, si rischia una spirale difficile da controllare che richiama per alcuni aspetti quanto accaduto più che con la seconda guerra mondiale, con la prima guerra mondiale. In ogni caso, se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale, statene certi, non saremmo qui a raccontarla nei social, perché sarà distruzione totale. Mentre l'America rischia di trascinare anche i Paesi colonizzati, in situazioni di alta tensione, come l'Italia, che far...

Via gli americani dal FVG. Va chiusa la base militare di Aviano

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Dagli anni '50 è la base NATO in FVG, e la si ricorda soprattutto per i bombardamenti in Serbia nella guerra degli anni '90. L'Italia, ancora oggi, continua a pagare il prezzo della seconda guerra mondiale. L'essere stati trascinati in una guerra catastrofica dalla vigliacca dittatura fascista. Quella guerra l'abbiamo persa, ma il prezzo lo abbiamo pagato. Non si può continuare a distanza di oltre 70 anni continuare ad essere un feudo degli Stati Uniti d'America. Ciò non è sintomo di garanzia di libertà, ma di neutralizzazione della nostra indipendenza e sovranità costituzionale territoriale. Siamo pieni in FVG di armi nucleari ed ospitiamo una base militare che mina la sicurezza del nostro territorio stante anche le solite scellerate iniziative made in USA. Il rischio della guerra con l'Iran ne è l'ennesima prova. E ciò conferma l'urgenza di dire una volta per tutte via gli americani dal FVG con la chiusura della base militare di Aviano. Per rit...

Se ogni volta si parla sempre di terza guerra mondiale

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#WWIII #WorldWarThree #Terzaguerramondiale. E' iniziato così il 2020 nei social a livello mondiale. Non è la prima volta che la parola chiave è terza guerra mondiale. Lo si disse quando l'ISIS, mostro dimenticato da tanti, ma che per anni ha trasformato l'Europa in un vero incubo, attaccava nelle città europee. Si parlava di terza guerra mondiale a pezzetti. Lo si disse nella crisi tra USA e Corea del nord, e lo si dice ora, per la vicenda di quello sconosciuto per tutto il globo, tale Solemani, che è quasi diventato un santo, grazie al capolavoro politico e militare, per dire, degli USA. Chi va a cercare in Nostradamus le previsioni che in questo 2020 scoppia la terza guerra mondiale, chi in qualche visione. Insomma, si continua a giocare e a parlare di terza guerra mondiale. Ma non scoppierà. Non ancora, almeno. E comunque stiamo attenti, perchè a furia di dire che piove, per dirla alla Spalletti, prima o poi il diluvio arriva. Ed infatti, Spalletti, alla fine...

Siria più di 70 mila morti e quasi 2 milioni di rifugiati ed i pacifisti dove stavano?

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Apriti cielo. Ora che si paventa l'ennesima guerra lampo, che lampo non sarà, ora che Francia, Inghilterra ed ovviamente USA, hanno riscaldato i motori dei loro mezzi umanitari che sparano missili, ecco gli indignati pacifisti occidentali uscire dal guscio. Tra chi dice che si viola il diritto internazionale, tra chi dice che adesso che sono state usate da qualcuno, chi non ha importanza, le armi chimiche, adesso che si è superata la tolleranza, come se vi possa essere qualche tolleranza verso i massacri dei civili,  gli artefici della democrazia occidentale si mobilitano per la pace che avrà un caro prezzo, ma che verrà soddisfatta dalla risorse di quella zona e soprattutto dall'abbattimento del regime iraniano che è sempre più vicino, ovviamente anche questo per ragioni economiche mica umanitarie. In Siria si registrano 70 mila morti quasi 2 milioni di rifugiati, nell'indifferenza totale di tutti, governi alleati, amici o nemici, ma specialmente dei pacifis...