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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il cimitero di Merna, quando i confini più che dividere, uniscono

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Quello del cimitero di Merna, Miren in sloveno, alle porte di Gorizia, è luogo più unico che raro. Neanche i morti hanno lasciato in santa pace. I confini, d'altronde, non guardano in faccia a nessuno, forse. Nel 1947, in relazione alle vicissitudini del Trattato di Pace del 1947, il cimitero di Merna, venne diviso a metà. Con un filo spinato che suddivideva quel luogo sacro in due parti. Di qui Jugoslavia, di qui, Italia, nel mezzo sottile segnato dal filo spinato, terra di nessuno. Con anche i morti che si ritrovarono loro malgrado in parte in Italia in parte in Jugoslavia. I ricordi, le testimonianze, si perdono nel tempo e si mescolano con la storia del confine orientale. I confini vanno vissuti senza quel connotato ideologico che li ha voluti e legittimati o contrastati. Vanno vissuti con la quotidianità di chi deve attraversarli, di chi non può oltrepassarli, di chi si è visto da un giorno all'altro essere con un piede di qua ed un piede di là, pezzi di casa a metà, terre...

Gorizia e Nova Gorica, due mondi divisi e diversi

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  Saranno anche capitale europea della cultura nel 2025,  fiumi, se non oceani di parole, di condivisione, di un progetto che vedrà Nova Gorica come locomotiva, ma le due città, un tempo separate dall'ultimo muro d'Europa, continuano ad essere due mondi divisi e diversi. Anche se tecnicamente viene giustamente fatto osservare che il "muro" di Gorizia è venuto meno con gli accordi di Udine del 1955, che, grazie all’istituzione di un lasciapassare,  si consentiva  agli abitanti delle zone confinarie di entrare nel paese vicino fino a quattro volte al mese, limite poi abolito dagli accordi di Nova Gorica del 1969 per arrivare al 2004 con l'entrata in Europa della Slovenia. E questa divisione tra Gorizia e Nova Gorica è lampante sulla questione del bilinguismo. Basta fare un salto nei rispettivi siti istituzionali dei Comuni. Lo sloveno in quello di Gorizia non è pervenuto, l'italiano, in quello di Nova Gorica, facciata. Qualche parolina in italiano a Nova Goric...

Nova Gorica e Gorizia capitale europea della Cultura, ma con poca storia della Resistenza e "rimozione" della Jugo

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  Senza la Jugoslavia, Nova Gorica non esisterebbe. Eppure sembra che ricordare le proprie origini possa essere un qualcosa di profondamente divisivo tanto forse da mettere a rischio il progetto europeo della capitale europea della cultura. Meglio non parlarne, meglio superare parte della propria storia. Resistenza e Jugoslavia sono due dei pilastri fondamentali tanto della Slovenia, quanto della cittadina di Nova Gorica. Nel programma europeo della capitale della cultura 2025 di Jugoslavia qualcosa si dirà nella sezione permanente della mostra EPIC, sulla Jugoslavia, che esplorerà tre periodi storici cruciali, ma secondo questo schema: • Il nuovo secolo: 1900-1920 (Governo austro-ungarico, movimenti nazionali, multiculturalismo e sviluppo, prima guerra mondiale, fronte isontino e le sue battaglie, profughi, arte e letteratura). • L'Europa nel totalitarismo: 1920-1947 (nuovi confini, ricostruzione di Gorizia, ascesa del fascismo, migrazioni e colonialismo, seconda guerra mondia...

Gorizia e Nova Gorica, nascerà una piccola nuova Berlino?

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Caduto il muro di Berlino è caduto l'ultimo blocco nell'Europa occidentale si disse. In realtà non è proprio così. L'ultimo muro a cadere fu il primo maggio del 2004 tra Gorizia e Nova Gorica. Chiaramente senza la caduta del muro di Berlino non sarebbe mai stato possibile, ma quello di Berlino non è stato l'ultimo muro nella nostra cara e vecchia Europa a cadere anche se spesso si pensa così. Perchè Gorizia e Nova Gorica non saranno Berlino, anche se qui la situazione è stata tesa e si è giostrato con la guerra sul filo del confine, ma Berlino potrebbero forse diventarla, pur mantenendo entrambe l'appartenenza a due stati diversi? Sarebbe un qualcosa di unico in Europa, un progetto condiviso di città transfrontaliera. Una piccola area metropolitana che era congiunta a livello territoriale sotto l'Impero, e frammentata in tanti pezzi con un puzzle scomposto dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il FVG è una regione artificiosa, come artificiosa è stata l...

Quei nomi di Corso Italia, specchio della storia del '900 goriziano. Un giorno diventerà Corso Europa? Chissà...

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È la strada principale della città di Gorizia, che nel corso della sua storia ha conosciuto eventi e manifestazioni di ogni tipo per una città ora santa, ora maledetta, ora italianissima, ora europeissima, ora tutto, ora niente. Quella di Gorizia è una storia travagliata comune a tante città di confine, soggetta a diverse occupazioni nel corso del suo tempo, della sua storia e sicuramente il '900 è stato tragico per questa città, un secolo breve, devastato da due guerre mondiali di cui ancora oggi se ne pagano le conseguenze e forse con il progetto Nova Gorica 2025 capitale europea della cultura si riuscirà a tracciare una nuova storia per questa città. Sicuramente l'attuale Corso Italia è la vetrina di questa storia che si è accanita su Gorizia, di cui non è stata inerme spettatrice, ma attrice a tutti gli effetti. Quando era la Nizza d'Austria, a cui deve tutto il suo fascino, la sua bellezza, la sua identità plurale, si chiamava Corso Francesco Giuseppe, poi, dopo la pri...

Gorizia città europea, sulla carta, dove la storia va riscritta e disintossicata dalla narrazione nazionalistica

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Camminando per Gorizia qualche cartello con scritto già , come ad esempio contrada del municipio prima di dar il corso ai nomi dei luoghi voluti dal nazionalismo italiano, come Mazzini, si può trovare. Un pò come cercare fuori stagione i funghi sul Carso isontino. Il primo cartello che incontri entrando in città, dalla rotatoria che porta i colori d'Italia, non a caso nota come porta d'Italia, è Gorizia città d'Europa. Ma in cosa consiste l'essere europeo di Gorizia? Il suo essere europeo nasce dal suo essere mitteleuropeo, come Trieste. Era la Nizza d'Austria. La sua appartenenza all'Impero Austro Ungarico ha plasmato l'identità e l'architettura, la ricchezza e la bellezza della città. Il suo essere europeo deriva dalla coesistenza dei mondi latino, germanico e slavo, nei secoli, hanno generato ricchezza culturale e linguistica con l’uso di italiano, sloveno, friulano e tedesco . Come si può leggere nel sito del Comune di Gorizia . Da non credere ver...

La scritta Tito di Nova Gorica, sopravviverà alla capitale europea della cultura?

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  Nova Gorica è la capitale europea della cultura 2025. E milioni di italiani hanno capito dopo il discorso di Mattarella come si dovrà chiamare. Nome sfuggito all’italianizzazione dei luoghi per ragioni temporali, visto che la città è nata solo nel 1948. Si dovrà pronunciare Nova Gorìca e non Nova Gòrica. E grazie alla collaborazione di Gorizia, il cui maggior impegno rispetto ad una fase iniziale altalenante venne sollecitato anche dalla Commissione Europea, il progetto transfrontaliero, ha reso possibile quello che per molti era solo un sogno.   Sono pochissime le città al mondo che possono vivere la condizione di non luogo che vivono Gorizia e Nova Gorica , divise da un confine oggi invisibile, due Stati, due nazioni diverse, due città diverse. Un progetto che si afferma su ciò che resta dell'idea immaginaria della Nova Gorica jugoslava, la città che doveva brillare oltre il confine. Di qua e di là. Ed oltre ogni confine, nella società del ritorno dei grandi nazionalismi...

Per la Commissione europea Nova Gorica e Gorizia un tempo furono una sola città

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Come ben sappiamo Nova Gorica è capitale europea della cultura nel 2025 insieme alla città di  Chemnitz  in Germania. È stato un percorso travagliato, la Slovenia ha prodotto diverse interessanti opportunità che hanno anche diviso il Friuli Venezia Giulia. Dalle parti di Trieste si spingeva per interessi localistici per il progetto di Pirano, dalle parti del Friuli invece si spingeva per Nova Gorica capitale europea della cultura, cosa resa possibile grazie alla collaborazione di Gorizia il cui contributo o meglio maggior impegno è stato sollecitato anche da parte della Commissione europea. E nel documento di febbraio della Commissione europea sulle candidature delle varie città per il titolo di capitale europea della cultura del 2025 è interessante leggere questo passaggio : " La  città di Nova Gorica si è proposta con il titolo “Go! Borderless " progetto  incentrato sul concetto di" contrabbandieri culturali ". Si propone di utilizzare l'ECoC per creare uno ...

I pannelli sul '900 di Gorizia, peccato non aver riportato le scritte anche in friulano e tedesco

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Al santuario del Monte Lussari c'è una lapide che così recita: Qui si incontravano i latini, germanici e gli slavi. Devi salire a 2mila metri di altezza per ricordarti che in Friuli-Venezia Giulia le radici sono tanto latine, quanto germaniche, quanto slave. Se nel 1963 questa regione ha ottenuto la sua autonomia, mai pienamente realizzata a dovere e con efficacia, è grazie alla sua identità storica linguistica. Estremità dell'Italia, conquistata dall'Italia a caro prezzo. Friulano, tedesco, sloveno e italiano sono le lingue di questa regione. A Gorizia si parla sloveno e friulano oltre che ovviamente l'italiano e qualche forma dialettale. Gorizia che si vanta del suo passato austroungarico, la Nizza d'Austria si racconta, che ha fatto i conti come poche città con la guerra nazionalistica, nelle sue impostazione estreme e reazionarie, e che ha visto il sopravvento di lingue e identità ai danni dell'altra reputata "inferiore". Si è frantumato lo spirit...

Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura. Il riscatto degli sloveni e dell'idea jugo della città "che brillerà oltre il confine"

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Il secondo bid-boook della candidatura di Nova Gorica e Gorizia a Capitale della cultura europea 2025 è stato depositato presso il Ministero sloveno della cultura a Lubiana. Sono sempre di più le sensazioni che vogliono il progetto di Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025 come vincitore. Un progetto che è chiaramente un riscatto per gli sloveni e anche per l'idea jugoslava della città come si può desumere nel testo di 65 pagine scritto in inglese presentato in commissione. Si legge che "Nova Gorica è una città giovane. Nel 1948, anno della prima fondazione per un futuro centro regionale i politici avevano dichiarato che stavano costruendo un qualcosa che avrebbe brillato oltre il confine. Era il periodo del dopoguerra, un tempo di guarigione, perdono, progresso e speranza così come un tempo di feroce antagonismo ideologico tra est e ovest". Un progetto focalizzato soprattutto sulla peculiarità del confine, due città con una piazza che come è noto og...