Camminando per Gorizia qualche cartello con scritto
già, come ad esempio
contrada del municipio prima di dar il corso ai nomi dei luoghi voluti dal nazionalismo italiano, come Mazzini, si può trovare. Un pò come cercare fuori stagione i funghi sul Carso isontino. Il primo cartello che incontri entrando in città, dalla rotatoria che porta i colori d'Italia, non a caso nota come porta d'Italia, è Gorizia città d'Europa. Ma in cosa consiste l'essere europeo di Gorizia? Il suo essere europeo nasce dal suo essere mitteleuropeo, come Trieste. Era la Nizza d'Austria. La sua appartenenza all'Impero Austro Ungarico ha plasmato l'identità e l'architettura, la ricchezza e la bellezza della città. Il suo essere europeo deriva
dalla coesistenza dei mondi latino, germanico e slavo, nei secoli, hanno generato ricchezza culturale e linguistica con l’uso di italiano, sloveno, friulano e tedesco.
Come si può leggere nel sito del Comune di Gorizia .
Da non credere verrebbe da dire visto quello che succede da decenni in città. Eppure proprio grazie a questa peculiarità insieme a Nova Gorica sarà capitale europea della cultura nel 2025. Senza Nova Gorica non avrebbe mai potuto condividere questo essere europeo. Eppure in città il bilinguismo è pressoché latitante nella cartellonistica, lo sloveno si sente parlare ma a bassa voce, il tedesco è quasi latitante, il friulano è relegato a qualche rione periferico, un tempo
Comune autonomo. Lucinico.
Gorizia città europea. Però poi sul sito istituzionale del Comune goriziano alla sezione '900, di europeo emerge ben poco. Una narrazione tipicamente nazionalista.
Si legge ad esempio che "n
el Novecento il travaglio spirituale che precede e segue il primo conflitto mondiale, al termine del quale la città, esaudisce l'ormai secolare aspirazione a diventare italiana a tutti gli effetti".
Aspirazione secolare a diventare italiana. Quando Gorizia ha conosciuto il suo secolo d'oro, il suo benessere grazie all'Austria. Erano una minoranza gli irredentisti italiani. Una minoranza che con la carneficina della grande guerra divennero solo in quel contesto della grande guerra una maggioranza istituzionale. E che dire della storia della resistenza? A Gorizia si è consumata una formidabile e dolorosa battaglia. Durata alcune settimane. Unicum nella storia europea. La battaglia di Gorizia. E l'Europa senza la Resistenza oggi non esisterebbe. E come viene descritta? "
Alla battaglia di Gorizia del settembre 1943 fra partigiani titini, soldati della Rsi e tedeschi, seguì l'annessione della città e dell'intera Venezia Giulia all'Adriatisches Küstenland (Litorale adriatico), sotto il diretto controllo nazista, che portò con sé ulteriori lutti, tra i quali la deportazione e l'eliminazione nei campi di sterminio della attivissima comunità ebraica goriziana".
Due righe. Partigiani titini. Quando in realtà la storia è stata diversa. Vi è stata nella battaglia di Gorizia quella confluenza che ha reso lo spirito europeo di Gorizia. Insomma, è evidente che se Gorizia vuole essere effettivamente europea, deve dare un taglio netto con questa narrazione della storia. Altrimenti saranno solo ciacole che troveranno il tempo che troveranno. E l'auspicio è che con il 2025 si possa arrivare a scrivere una nuova storia europea e valorizzare a dovere il passato austroungarico della città e la sua storia della Resistenza, perchè questi sono i semi dello spirito europeo della città. Non il tossico nazionalismo.
mb
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