Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Scuola e crisi energetica, giusto risparmiare ma prima si scelgano le priorità


Gran parte delle scuole italiane sono vecchie, inadeguate, non in linea con l'efficientamento energetico, ed ora, per il combinato disposto guerra in Ucraina, speculazioni delinquenziali, e misure di contenimento per il contrasto all'inquinamento, si vivrà una situazione a cui non si era pronti. La realtà va oltre ogni immaginazione, si dice. E questa realtà ci dice che quello che fino a ieri era la normalità, oggi rischia di diventare un lusso, come una doccia calda, la temperatura sui 20 gradi, nelle proprie dimore, e quant'altro. Si propongono modi di risparmi interessanti, ma spesso palliativi, come la cottura della pasta. Il problema è che bisogna saper scegliere le priorità. In questo momento le priorità sono il sociale, il lavoro, scuola e sanità. Non siamo più nelle condizioni, adesso, di poterci permettere una serie di investimenti. Come in armi, come in grandi opere o missioni spaziali. Non è giusto che siano le famiglie ed i lavoratori a dover pagare scelte che al momento possono essere fermate. Ad esempio nella scuola si passa ora dal referente covid, con l'emergenza pandemica comunque ancora in corso, anche se nel mondo dei patrioti no vax e non mask sembra essere finita, ma non lo è, ai referenti per il risparmio energetico. Che questa possa diventare l'occasione per sensibilizzare ed educare al risparmio, ben venga, penso allo spreco di luci spesso accese inutilmente in spazi vuoti ecc. Ma che si debba scaricare però sui lavoratori della scuola che già hanno tra gli stipendi più bassi tra i principali Paesi europei, il costo del risparmio energetico che deve sostenere lo Stato o gli Enti regionali e locali, a livello di principio non è proprio un bel messaggio. Giusto fare sacrifici, ma che il primo a fare delle rinunce sia lo Stato, come investimenti in armi, grandi opere e quant'altro. Solo dopo si potrà ragionare su misure che vedranno responsabilmente il personale della scuola essere chiamato ad effettuare certe scelte a cui non si sottrarrà. Ma sappiamo già come andranno le cose, si continuerà a spendere e spandere, per dirla alla Rino Gaetano, nelle solite cose e nella scuola, beh, più cappotti e guanti per tutti, più attività a distanza nelle proprie case, e tanti saluti.

mb

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