Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

L'Europa delle grandi ciacole su Giulio, complice di questo Egitto, insieme all'Italia...la grande vergogna continua!

 

Da un lato il mondo delle parole, risoluzioni, proclami, condanne, che diventano per dirle alla triestina ciacole, chiacchiere da bar, che hanno anche un valore di presa in giro, quando la realtà dei fatti ti racconta una storia diversa, fatta di sostegno attivo, economico e militare ad una delle peggiori dittature della storia egiziana.  Anche se l'esercito egiziano non è più dal 2025 tra i primi 15 al mondo per importanza, è ora al 19° posto, il sostegno agli armamenti e militare è continuato tanto da parte dell'Europa che da parte dell'Italia in modo sistematico e incessante. Questa estate ad esempio il comandante in capo delle forze armate e ministro della Difesa e della produzione militare Abdel Meguid Sakr hanno discusso con il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto di rafforzare la cooperazione militare. Ciò è avvenuto durante un incontro tra Sakr e il ministro della Difesa italiano in visita e la sua delegazione di accompagnamento, incontro a cui hanno partecipato una serie di vertici militari egiziani e italiani. E come sappiamo l’Unione europea, con una decisione del Consiglio, ha annunciato il finanziamento dell’esercito egiziano (FAE) con 20 milioni di euro, nell’ambito del Partenariato strategico e globale UE-Egitto. Ma tra le grandi cose che fanno incazzare e che sa del sapore della beffa finale è l'accordo raggiunto tra l'Unione europea e l'Egitto che consente a questo Paese di associarsi a Horizon Europe che è  il programma di finanziamento di punta dell’UE per la ricerca e l’innovazione.  I colloqui sull’associazione Horizon sono iniziati a marzo, annunciati insieme a un accordo più ampio – tra cui un pacchetto di aiuti di 7,4 miliardi di euro per l’Egitto . 

Insomma, visto che a questo Egitto continuano ad essere stesi tappeti rossi, da chiunque, per quale diamine di ragione dovrebbe cambiare rotta, ad esempio sulla mancata collaborazione sull'omicidio di Stato di Giulio Regeni? Vedremo cosa accadrà quando arriverà, si spera, la sentenza di condanna verso i quattro imputati. Siamo certi che la collaborazione da parte degli egiziani sarà pari allo zero assoluto, mentre i rapporti di amicizia tra questa Europa, a partire dall'Italia, con il regime egiziano, continuano come prima e più di prima. Qui siamo ben oltre la grande vergogna.

mb  

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