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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il FVG, la porta storica e naturale verso i Balcani terra di mezzo tra Oriente ed Occidente

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Balcani. Questo mondo misterioso. Molti non sanno neanche perchè si chiamano così. Figurarsi sapere quanti stati o nazioni ne facciano parte. Qualcosa a livello di immaginario collettivo si sa  con la musica ed il cinema  grazie al binomio Kusturica e Bregovic. Quando chiedi dei Balcani, tanti pesano a luoghi selvaggi, oppure ai limiti dell'esotico. Dalla Bulgaria fino alla Serbia sono l'estensione dei Monti Balcani e arrivano a dire il vero fino alle porte dell'Italia. Con la Slovenia. E qui si apre una diatriba, la Slovenia è o non è nei Balcani? C'è chi dice sì, c'è chi dice no. Su Wikipedia si legge ad esempio: Croazia , Serbia , Bosnia ed Erzegovina , Montenegro , Bulgaria , Kosovo , Albania , Macedonia del Nord , Grecia e Turchia europea; per alcuni autori anche Slovenia , Romania e Moldavia .L'area orientale della penisola balcanica è occupata da Bulgaria , Grecia e Turchia . Una miscela di identità e culture e colori diversi ma che noi vediamo spes...

I Balcani si riuniscono con la "Schengen dei Balcani"? Ma non è il ritorno della Jugoslavia

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Superato il centenario della nascita del Regno dei Serbi, croati e sloveni, era il 1 dicembre del 1918, nei Paesi dell'ex Jugoslavia, non è mai tramontata la nostalgia per un periodo storico che ha reso buona parte dell'area dei Balcani una potenza mondiale che lottava per costruire il nuovo ordine mondiale. Poi, si è sfasciato tutto con la morte di Tito, con l'effetto domino dei nazionalismi che hanno comportato un massacro fratricida i cui effetti ancora oggi sono tutt'altro che sopiti, anzi. Di provocazioni se ne contano ogni giorno, tra serbi, croati, sloveni, kosovari, ecc. Nel 1929 nascerà il Regno di Jugoslavia, si arriverà poi ad avere 9 capitali, Lubiana, Banja Luka, Spalato, Sarajevo, Cettigne, NoviSad, Nis, Skopje, passando poi dalla Repubblica socialista Jugoslavia al nulla di oggi. Tanti piccoli Stati divisi, e ognuno guarda al proprio orticello, chi sotto l'influenza degli USA chi della Russia, con la Turchia che prova a conquistarsi fette dei Bal...

L'Europa apra un tavolo convocando i Paesi dei Balcani prima che sia tardi.Troppe le schermaglie

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Fino a quando erano insieme sotto la veste della Repubblica Jugoslavia, nel bene o nel male, i Balcani erano uniti, con tutte le loro diversità. Uniti nella diversità. Un concetto sostanziale che anticipò l'Europa. E' nella Jugoslavia che è nata l'idea dell'unità nella diversità che sarà proprio di quell'Europa che aveva tutto l'interesse di avere alle proprie porte sicuramente non una potenza comunista, ma tanti piccoli stati indipendenti, divisi. Divisi, più facili da governare. Che poi a questa divisione dovette corrispondere una guerra fratricida violenta seguita alla dissoluzione della Jugoslavia voluta dai poteri forti occidentali anticomunisti, ai più ha interessato poco o nulla. Oggi si pubblicano romanzi di successo sul punto, soprattutto se vanno contro l'idea della Jugoslavia unita. Tanto che oggi in Europa la si è rimossa dalla propria memoria. Ma nei Balcani, no. I segni ci sono ancora. Fisici e mentali. Fanno in parte a gara per entrare in...

I Balcani se si riunissero,diventerebbero una potenza mondiale.Ma oggi prevalgono pericolosi dispetti

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Dopo la tremenda dissoluzione della Repubblica federale della Jugoslavia, pezzo dopo pezzo, i Balcani si sono frantumati. Ognuno voleva essere Stato e nazione, e le conseguenze sono stati atroci. Guerre fratricide, all'interno di quell'Europa che ripete come un mantra che da 70anni a questa parte in Europa non c'è stata più guerra. Un clamoroso falso storico probabilmente con il quale rimuovere dalla propria coscienza ad esempio i bombardamenti su Belgrado, od il mancato intervento per evitare fatti come quello di Srebrenica. Sta di fatto che i Balcani, divisi, sono più deboli, più isolati, più facili da "conquistare". Ed infatti, basta vedere la condizione sociale ed economica in cui si trovano gran parte dei Balcani occidentali. Sperano nell'Unione Europea, come ancoraggio della propria salvezza. La Slovenia è stata la prima a salutare la Jugoslavia e la prima ad entrare nell'UE. La Croazia è in attesa di entrare pienamente, ad oggi non ha l'...

Nei Balcani, Trieste, questa sconosciuta. Ma non Trst

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Girando per i Balcani, in largo e in lungo, c'è una cosa che non può passare inosservata. Se chiedi di Trieste, in più occasioni ti verrà risposto, Trst? Oppure, dovrai tu dire Trst, perchè Trieste, non dice niente, non è conosciuta.  Ma se dici Trst, le cose cambiano. Si apre il dialogo. D'altronde se in Italia, o meglio in Friuli Venezia Giulia, dici, vado a Split, vado a Pula, vado a Rijeka, vado a Koper, vado a Zadar, ti verrà risposto nel corrispettivo italiano, oppure si individuerà la città solo se la chiami con il nome in italiano. Altrimenti, anche le città con i loro nomi sloveni, croati, ecc, non diranno niente ai più. Solite storie, che devono fare riflettere, sullo stato dei luoghi, sui nomi dei luoghi, su come vengono identificati. Se dici Trieste, nei Balcani, non dirai nulla, se dici Trst, ti si apre un mondo. Reciprocità, verrebbe da dire. Da tenere sempre in mente che lì dove ci sono le minoranze è sacrosanto chiamare i luoghi con i nomi anche nella...

Sarajevo, quell'unità tra le religioni ritrovata attraverso i divieti

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Di Sarajevo si ricordano due cose, l'attentato del 1914 che diventerà il pretesto per massacrare la Serbia e da lì partirà la prima guerra mondiale e la guerra degli anni '90. Si respira tra le strade della città bosniaca l'aria di questo passato. Lo cerchi, e lo vedi. Come al mercato, con la strage che comportò 68 morti e 142 feriti, del 5 febbraio 1994, fatto che nell'estate del 1995 con 43 morti e 75 feriti, si ripeterà nuovamente ed ebbero entrambi, questi attentati, come conseguenza ovvia l'intervento delle forze  occidentali contro i serbi. La vedi questa storia sui muri dei palazzi che raccontano un periodo oggi ancora vivo e presente e che ha lasciato il segno con memorie non condivise a partire dal massacro di Srebrenica all'assedio della città che determinerà quasi 12 mila vittime. In una città profondamente araba, o meglio turca, i cartelli informativi sono in inglese, tedesco, bosniaco e turco. Bandiere della Turchia e della Bosnia le trovi...

Si fermano gli sbarchi, si chiudono i porti, ma ritorna la rotta Balcanica. Un centinaio gli arrivi in pochi giorni

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Il Piccolo lo ha denunciato con chiarezza. La Rotta Balcanica, che in passato ha solo sfiorato il FVG, ora, evidentemente interessa maggiormente questa regione. L'ultimo caso, è quello della zona di Domio , in provincia di Trieste, al confine con la Slovenia. Un centinaio circa i migranti individuati. Ovviamente il dibattito in rete si è scatenato, facile intuire i tipi di commenti.  Il caso più eclatante è stato sicuramente l'inseguimento iniziato a Trieste e finito nel primo Friuli, con  poco più di una decina di migranti rinchiusi come pacchi all'interno di un furgone. Si tratta di casi dovuti alla casualità, perchè individuati, altri, sono riusciti sicuramente ad attraversare il Paese per dirigersi verso le solite mete, Germania, prima di tutto. Attraversano Croazia e Slovenia, ricordiamo che si erano in parte chiuse con il filo spinato, per frenare la rotta Balcanica. Il Ministero dell'Interno, focalizza la propria attenzione solo sulla questione degli sba...

Trieste summit Balcani: dal gabbiano perplesso al triestino a petto nudo a Trieste "città friulana"

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Il 13 luglio del 1920 una missione nazionalfascista dava fuoco al simbolo del riscatto degli sloveni nella città di Trieste, al Narodni Dom. L'Italia nel corso di quel tempo ha cercato di sopprimere gli slavi del sud, perchè considerati come "razza inferiore" rispetto alla supremazia italiana. Ma tutto questo non ha minimamente sfiorato il summit dei Balcani Occidentali che si è svolto a Trieste.  Figurarsi il contrario.  Però l'Italia doveva pur creare l'effetto scena, teatro. Ecco spuntare la Palinuro e Francia Italia e Germania si ritrovano a discutere(?) per neanche 20 minuti effettivi del problema immigrazione. Una pacca sulla spalla, quanto siete bravi, amici come prima, ma no se pol. Fallimento. Migliaia di forze dell'ordine che presidiano la città a partire dall'aeroporto di Ronchi ma che ora si chiama Trieste anche se è nella provincia (ex) di Gorizia. Poco importa. Città blindata, turisti scazzati, triestini rassegnati.  Trieste alla riba...

Il summit di Trieste sui Balcani che blocca una città, ma riunitevi,se necessario,via Skype o su qualche nave

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Come è noto a Trieste si svolgerà un meeting sui Balcani Occidentali, zona dell'ex Jugoslavia che ha più di 20 milioni di abitanti ed include Paesi come Macedonia, Montenegro, Albania, Serbia, Kosovo che attendono in un certo senso di entrare in Unione Europea. Questo summit sui Balcani Occidentali è certamente un passo, ulteriore, per tale inclusione, che si afferma proprio nel momento in cui i rimpianti verso la Jugoslavia incrementano.  Anche se a dirla tutta l'Europa in questo periodo storico ha dimostrato tutta la sua viltà sulla questione dei migranti e l'Italia, nonostante tutto quello che accade nelle nostre città, è diventata una santa in tale situazione a dir poco agghiacciante. Roba da non credere. Senza dimenticare che in via generale il numero delle procedure a carico dell'Italia sono 66, 53 per violazione del diritto dell'Unione e 13 per mancato recepimento di direttive.  Violazioni che vanno dalla questione ambientale, alla giustizia. Co...

Summit dei Balcani Occidentali come la cooperazione tra giovani può contrastare i nazionalismi?

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Come è noto a Trieste si svolgerà un meeting sui Balcani Occidentali, zona dell'ex Jugoslavia che ha più di 20 milioni di abitanti ed include Paesi come Macedonia, Montenegro, Albania, Serbia, Kosovo che attendono in un certo senso di entrare in Unione Europea. Questo summit sui Balcani Occidentali è certamente un passo, ulteriore, per tale inclusione, che si afferma proprio nel momento in cui i rimpianti verso la Jugoslavia incrementano.   La Regione del FVG si è attivata invitando i rappresentanti della società civile del Friuli Venezia Giulia  a formulare un proprio contributo sintetico su uno o più temi come indicati nel sito   ( al massimo 500 caratteri per ogni tema di interesse) e quello che voglio evidenziare è questo:  come la cooperazione tra giovani potrebbe essere uno strumento valido nella lotta/prevenzione dei nazionalismi e della radicalizzazione nella regione? I contributi, recanti il preciso riferimento al tema selezionato, devono esser...