Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

I Balcani se si riunissero,diventerebbero una potenza mondiale.Ma oggi prevalgono pericolosi dispetti



Dopo la tremenda dissoluzione della Repubblica federale della Jugoslavia, pezzo dopo pezzo, i Balcani si sono frantumati. Ognuno voleva essere Stato e nazione, e le conseguenze sono stati atroci. Guerre fratricide, all'interno di quell'Europa che ripete come un mantra che da 70anni a questa parte in Europa non c'è stata più guerra. Un clamoroso falso storico probabilmente con il quale rimuovere dalla propria coscienza ad esempio i bombardamenti su Belgrado, od il mancato intervento per evitare fatti come quello di Srebrenica. Sta di fatto che i Balcani, divisi, sono più deboli, più isolati, più facili da "conquistare". Ed infatti, basta vedere la condizione sociale ed economica in cui si trovano gran parte dei Balcani occidentali.

Sperano nell'Unione Europea, come ancoraggio della propria salvezza. La Slovenia è stata la prima a salutare la Jugoslavia e la prima ad entrare nell'UE. La Croazia è in attesa di entrare pienamente, ad oggi non ha l'Euro e non è nello spazio Schengen, ma ha aderito all'UE nel 2013, e nel 2020 dovrebbe entrare nello spazio Schengen per poi nel 2021, si dice, dare corso all'Euro, contro la cui introduzione si scaglia comprensibilmente più della metà dei croati, la Serbia è con un piede in Europa ed uno orientato verso la Russia, anche se ha presentato domanda di adesione nel 2009, la Bosnia accetta l'Euro con normalità e spera nell'Europa per il proprio rilancio, il Kosovo ha presentato domanda di adesione nel 2008, la Macedonia o meglio la Repubblica di Macedonia del nord ha presentato domanda di adesione nel 2004, l'Albania ha presentato domanda di adesione nel 2009, il Montenegro nel 2008. I Balcani o li ami o li odi, sono un territorio eterogeneo meraviglioso, ed unito sarebbero una potenza mondiale. Hanno scelto la strada dell'UE in tanti, sarà la storia ed il tempo a dire se sarà quella giusta, ma le condizioni sociali ed economiche di tante di queste aree rischiano di non reggere l'impatto con le misure che l'UE richiede per farne parte, anzi, rischierebbero di buttarsi una disastrosa zappa sui piedi. Avrebbero potuto valutare una terza via, unirsi, riproponendo quello che era la Jugoslavia, in chiave moderna, ponendosi da cuscinetto tra i due mondi. Ma oggi prevalgono pericolosi dispetti tra le varie nazioni dei Balcani che desideri di riunirsi, di ritornare insieme.
mb

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