Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Siccità e razionamento dell'acqua ma la colpa non è dei cittadini ma di una rete idrica fatiscente


Stiamo vivendo un momento sociale difficile come non mai. Guerre, pandemia, emergenza climatica, siccità, caro vita alle stelle. Neanche il peggior Nostradamus avrebbe osato prevedere tanto. Il dibattito di questi giorni è focalizzato sulla necessità di provvedere al razionamento dell'acqua e immancabilmente partono le solite litanie che hanno lo scopo di colpevolizzare i cittadini come se fosse colpa dei bidet,delle docce, dei piatti lavati o dell'orticello bagnato la causa della carenza d'acqua. L'ISTAT ricordava che nel 2020 sono andati persi 41 metri cubi al giorno per km di rete nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, il 36,2% dell’acqua immessa in rete (37,3% nel 2018) e diversi comuni, tutti nel Sud, dovevano fare i conti con misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua. Secondo gli ultimi dati disponibili, in un anno vengono immessi nella rete idrica italiana 8,2 miliardi di metri cubi di acqua, di cui ne vengono utilizzati 4,7 miliardi. 
Ben 3,5 miliardi di metri cubi vengono dispersi a causa delle fatiscenti  condizioni dell’infrastruttura idrica. Queste perdite garantirebbero il fabbisogno di acqua a circa 44 milioni di persone in un anno, oltre due terzi degli italiani. Quindi è evidente dove risiede la causa della dispersione idrica. La grande opera da realizzare nel Paese dovrebbe essere questa, modernizzare la rete idrica. Ma che si aspetta a farlo? Ma noi siamo il Paese che continua a speculare sul ponte dello Stretto.
mb

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