Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Rischio guerra Russia/Nato: creare da subito corridoi umanitari per i civili



I media internazionali stanno dedicando enorme spazio alla crisi Ucraina, contrariamente da quello che sta accadendo, in modo sorprendente, tolta forse qualche rara eccezione, in Italia. La situazione è ad alta tensione, la più alta tensione che si registra nel mondo dai tempi dei missili di Cuba. La NATO, ergo gli USA, se fossero realmente convinti di un piano di invasione russo, probabilmente avrebbero mobilitato centinaia di migliaia di uomini, migliaia di mezzi militari, non poche unità. La questione della propaganda è fondamentale, e a livello comunicativo oramai nel mondo è passato il messaggio che i russi sono pronti ad invadere Kiev. In qualsiasi momento. Nonostante le continue smentite dei russi. D’altronde anche Hitler diede rassicurazioni che poi come è ben risaputo vennero disattese facendo precipitare il mondo nella seconda guerra mondiale. Intanto, i Paesi europei cercano di mettere in sicurezza il proprio personale, mentre i civili, rischiano di essere carne da macello nel caso di un conflitto potenzialmente devastante. Di bluff in questi decenni, sul rischio di conflitti tra le super potenze militari, ve ne sono stati a bizzeffe, forse per questo oggi nessuno crede possibile una guerra tra USA e Russia, sul territorio europeo praticamente. Eppure siamo forse alla più grande crisi mai registrata tra USA e Russia in questo nuovo secolo e soprattutto siamo più che mai vicini ad uno scontro militare, perché quello politico e di propaganda è già iniziato. Il tutto in un mondo che sta uscendo in modo disastrato dalla pandemia, con una crisi energetica e sociale enorme, la guerra, sarebbe, il compimento della tempesta perfetta. Nel dubbio che questo conflitto possa veramente scoppiare,perché oramai degli americani non ci si fida più, e figurarsi di Putin, bisognerebbe dare la possibilità da subito ai civili di fuggire in Europa. Almeno a chi ha intenzione di farlo. Prima che sia troppo tardi e si chiudano le porte.

mb

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