Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Tra un mese parte il processo per l'omicidio di Stato di Giulio, intanto mega esercitazione militare in Egitto e c'è anche l'Italia



Tra un mese inizierà uno dei processi più complicati a livello internazionale. Quello dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni. Imputati alcuni esponenti di spicco della National Security egiziana. La punta dell'iceberg di un sistema feroce che arriva fino al dittatore Al Sisi e non potrebbe essere diversamente. Quali i rapporti intanto tra Italia ed Egitto? Lo sappiamo. Non è cambiato nulla, anzi, come prima e più di prima. Accordi di cooperazione giudiziaria? Neanche l'ombra. Interruzione o sospensione dei rapporti diplomatici? Neanche a parlarne. Figurarsi il richiamo dell'ambasciatore per consultazioni. D'altronde per l'Egitto il caso è chiuso da un pezzo, i responsabili sono i cinque ragazzi innocenti massacrati dalla polizia egiziana. L'Italia ha continuato ad armare con commesse record l'Egitto, a fare business favorendo la realpolitik ai diritti umani. E l'ultima è l'operazione chiamta Bright Star 2021, che doveva svolgersi nel settembre dello scorso anno, rinviata a causa della pandemia di coronavirus. Si tratta di esercitazioni regolari, che si svolgono dal 1980. L'ultima risale al 2018. 21 i Paesi partecipanti attivamente sul campo o come osservatori in Egitto e tra questi oltre agli USA di Biden che continuano sulla stessa linea di Trump, come testimoniano vari fonte arabe, visto che i media italiani tacciano totalmente, c'è anche l'Italia. Con quale faccia pretendiamo di ottenere la verità e giustizia per Giulio quando continuiamo con l'Egitto a comportarci semplicemente come se nulla fosse successo? 

 


 

Cambieranno i governi, ma il filo di continuità è sempre lo stesso. C'è un solo filo conduttore. Pessimo che non faciliterà sicuramente il percorso della verità e giustizia perchè l'Egitto non ha una sola virgola di motivo ad oggi per avviare una cooperazione giudiziaria con l'Italia, visto il modo in cui l'Italia continua a comportarsi con questa terribile dittatura.

mb

fonte foto social

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