Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Quella prova di forza jugoslava su Capodistria nel luglio del '48 contro il tentativo di colpo di stato di irredentisti triestini


Il partito comunista jugoslavo aveva ordinato per il 20 luglio del 1948 di svolgere a Capodistria una imponente esercitazione militare. Esercitazione che, a detta della CIA, aveva una grande valenza simbolica, visto che, come si precisa nell'informativa, vi erano vari elementi che portavano a credere che circoli irredentisti triestini fossero pronti a compiere un colpo di Stato per occupare Capodistria. Vennero mobilitati ben 2315 militari dell'esercito jugoslavo. Venne avvisata, si legge nell'atto, la popolazione capodistriana di non allarmarsi alla vista di migliaia di militari, o se avessero sentito degli spari, perchè era solo un'esercitazione militare. L'operazione era caratterizzata da due fasi, che doveva simulare operazioni d'attacco e di difesa, una via terra, una via mare, e includeva diversi battaglioni, anche truppe in bicicletta, i punti di riferimento erano, come si legge nel documento, San Canziano, Isola, il vallone di Capodistria. Si sottolineava che durante l'esercitazione vennero usate bombe a mano e proiettili veri, e che vennero causate delle esplosioni nella zona di Punta Grossa. Il fuoco disordinato per quasi due ore aveva dato la sensazione che fosse in corso una battaglia reale, precisano nella loro informativa gli americani. L'operazione via mare simulava l'arrivo da Trieste di navi leggere e le truppe di respingimento vennero collocate lungo la strada di Semedella. L'operazione si concluse, concludono nella loro nota del 23 agosto 1948, cantando "lunga vita a Tito". Interessante notare come questa imponente esercitazione ebbe luogo un mese dopo la rottura tra Tito e Stalin e quando il Trattato di Pace del 1947 era entrato in vigore solo da dieci mesi, a dimostrazione di quanto fosse tesa la situazione in questa zona di confine con Capodistria che circoli irredentisti italiani erano pronti ad assalire e con la jugoslava che diede una imponente prova di forza.  Da ricordare ad esempio che proprio in quel periodo ebbe vita la polizia marittima slovena. Con l’adozione dell’ordinanza sulla Difesa Popolare (NZ) del 14 settembre 1947 i suoi membri erano responsabili per la supervisione e la protezione del confine marittimo tra le due zone A e B del Territorio Libero di Trieste (TLT) ed operava nel quadro del cosiddetto “Valico di frontiera di Capodistria".

mb

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