Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Dal goriziano al triestino è necessario andare oltre l'Italia e la Slovenia, serve una Regione europea transfrontaliera


Se c'è un qualcosa che è emerso con forza durante questi lunghi mesi di misure restrittive dovute all'emergenza coronavirus è l'assurdità di quella burocrazia che ha contribuito a dividere territori che oramai si mescolano da tempo, pur mantenendo con fermezza preservate le proprie identità. Blocchi di cemento, pietre, reti, certificazioni, moduli, test, nella maggior parte dei casi ignorati, perchè un modo di ritrovarsi lo si trova sempre in un territorio che nessuno dotato di un cervello funzionante ha intenzione di militarizzare. C'è chi ha trionfato e urlato alla vittoria in questo periodo, vittoria di Pirro, come alcuni commercianti di qui che hanno beneficiato delle chiusure di là, ma appena i blocchi cadranno, si ritornerà come prima a lamentarsi ed invocare interventi di assistenzialismo od aiuto statale. Diciamolo pure, il '900 è stato un secolo distruttivo per questa terra, nazionalismi dall'una e dall'altra parte conditi con l'ideologia di turno hanno contribuito a dividere e frammentare terre che solo insieme possono esprimere la loro forza, come accadeva nell'odiato Impero Austroungarico. E purtroppo quelle idee reazionarie coltivate da parte di un manipolo di irrendentisti italici divennero una corrente maggioritaria solo per opportunismo storico. Il vento soffiò dalla loro parte, e fu carneficina. L'Europa è il futuro che si determina adesso, e all'interno della scatola europea si deve disegnare ex novo lo status giuridico di queste terre, dal goriziano, al triestino. #Gorizia e #NovaGorica con la capitale europea della cultura sono solo la punta dell'iceberg di ciò che potrebbe emergere. Una Regione europea transfrontaliera, che vada oltre l'Italia e la Slovenia, che unisca terre, città, mari e monti oggi italiani e sloveni, e domani né italiani, né sloveni, ma europei senza più confini e frontiere per quell'unicum che è possibile qui realizzare. Si è parlato per lungo tempo di macroregioni. Una Regione transfrontaliera che dovrebbe come minimo unire l'attuale Venezia Giulia con l'Istria ed il goriziano facendo salve le varie identità linguistiche, andando oltre l'attuale Italia e Slovenia, realizzando un qualcosa di nuovo, e profondamente europeo. Basta pensare a cosa potrebbe venir fuori dall'alleanza tra il porto di #trieste e #Capodistria realizzando un soggetto unico, anziché rivalità assurde e priva di ogni logica razionale se non di parte e nazionale. Forse i tempi sono maturi per iniziare a ragionare su questa ipotesi che più di una questione di se,sembra essere solo di quando.

mb

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