La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Il 2021 sarà l'anno del ritorno del Galeb una nave ricca di storia


 



C'è chi la vorrebbe vedere nei fondali di qualche mare, chi ai fasti di un tempo, la nave della pace della Jugoslavia che non c'è più nel 2021 ritornerà. A Fiume. Sarà l'ultimo approdo della nave simbolo del riscatto della Jugoslavia socialista di Tito rinata grazie ai finanziamenti europei ed al progetto Rijeka capitale europea della cultura. Quella del Galeb è una storia che ha attraversato buona parte del '900, Nata in Italia come bananiera, per importare banane dall'Africa orientale, poi venne convertita in nave militare nel 1938 facendo scalo in Libia per l'esercito italiano, per poi diventare un vero e proprio incrociatore. Colpito da un siluro a Bengasi venne riparata al cantiere triestino San Marco, per essere poi requisita dai nazisti prendendo il nome di Kiebitz, abbandonando quello italiano Ramb III. Sotto i tedeschi operò per la prima volta nella zona di Fiume e venne colpita dai bombardamenti degli alleati. Venne recuperata nel 1948 e trasportata a Pola per subire la sua ennesima trasformazione. Divenne lo yacht residenziale del presidente dei jugoslavi e il comandante in capo, il Maresciallo Josip Broz Tito salì per la prima volta su quella nave nel 1952 ed il primo viaggio che fece all'estero fu a Londra nel 1953 che fu fondamentale per il ritorno di Trieste all'Italia. Si ricordano diversi incontri importanti avvenuti su quella nave con personalità del calibro di Jawaharlal Nehru, Gamal Abdel Naser, Haile Selassie, Sukarno, Kwame Nkrumah, Leonid Brezhnev, Nikita Khrushchev, Muammar al-GADDAFI, INDIRA GANDHI, URHO KEKKONEN e altri. L'ultimo viaggio di Tito a bordo di questa nave fu nel 1979. Ma la storia del Galeb non si è fermata. Finì in Montenegro e venne comprata da un proprietario greco che aveva il compito di recuperarla, ma fallì la sua impresa perchè andò in bancarotta. Intanto nel 2006 il Ministero della Cultura croato ha classificato il Galeb come patrimonio culturale della Repubblica di Croazia e nel 2009, la città di Fiume ha deciso di acquistarla con l'intenzione di trasformarla in un museo, cosa resa possibile grazie ai finanziamenti europei ed al progetto Rijeka capitale europea della cultura. Nel 2021 il Galeb ritornerà a nuova vita, per l'ennesima trasformazione che accompagna la vita di questa incredibile nave ricca di storia.

mb

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