Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

In Egitto si rischia la galera se denunci la malasanità. La linea repressiva della dittatura dopo la strage nella terapia intensiva

  

 

Il NyTimes ha rilanciato lo scandalo che si è consumato in Egitto ai primi di gennaio. Era finito l'ossigeno a causa di problemi strutturali nel reparto di terapia intensiva. Pazienti ricoverati in terapia intensiva per coronavirus hanno perso la vita. L'immagine simbolo è sicuramente quella dell'infermiera andata nel panico più totale, mentre si consumava l'ennesima tragedia. Il tutto accade in un Paese che costruisce città faraoniche, che attirano capitali esteri per essere diventato l'Eldorado per il riciclaggio di danaro malavitoso, le mafie sicuramente avranno ringraziato la dittatura di Al Sisi. Accade in un Paese colpito dalla povertà estrema. E la dittatura come reagisce? A modo suo. Nel modo più scontato. Vietando la denuncia. Viene reso noto che l'ufficio del Ministero della Salute e della Popolazione ha inviato una decisione ufficiale a tutti gli ospedali con la quale comunica il divieto rigoroso di effettuare foto, video,  all'interno di strutture mediche, laboratori, ambulanze e altri enti affiliati al ministero. La scusa, ovviamente, è  quella di preservare la privacy, "il comfort e il diritto alla sicurezza del paziente, i lavoratori del settore sanitario e il personale medico". Certo. Ma la verità è ben nota. Visto che il tutto succede guarda caso dopo lo scandalo della terapia intensiva dove hanno perso la vita purtroppo diversi pazienti. Ed è venuto fuori grazie alle foto, ai video. Lo scopo è quello di occultare, nascondere la realtà, e vietare ogni tipo di denuncia, ogni tipo di giornalismo e libertà d'informazione. E se la osi questa libertà finisce in galera.  La decisione della Public Health Insurance Authority è talmente banale e scontata come banale e scontato è il modus operandi quella dittatura, che il popolo egiziano purtroppo continua a patire.

mb

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