Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Rifletteteci bene, signori. Che gioia impagabile passeggiare oggi per i centri delle nostre città e imbattersi in quegli spazi che sfidano brillantemente ogni logica umana. Prendiamo un capolavoro assoluto, una vetta inarrivabile dell'urbanistica contemporanea che vi lascerà letteralmente senza fiato (e senza ombra, ovviamente): Monfalcone . Facciamo un salto nel passato. Ai tempi dell'Impero Asburgico, quegli sprovveduti avevano la bizzarra abitudine di inserire degli alberi nelle loro "Piazze Grandi". Ad esempio ciò succedeva a Trieste. Ve lo immaginate? Il verde integrato nella veduta urbana! Per fortuna, nel corso del Novecento, i nostri urbanisti hanno rinsavito. Abbiamo coraggiosamente estirpato quell'inutile natura per regalarci magnifiche, sterminate spianate di cemento o di marmo. Perché rinunciare al brivido di passeggiare in un forno a cielo aperto  nelle nostre estati tropicali? Ma torniamo a Monfalcone, il vero gioiello della corona. Lì hanno fatto ...

In Egitto si rischia la galera se denunci la malasanità. La linea repressiva della dittatura dopo la strage nella terapia intensiva

  

 

Il NyTimes ha rilanciato lo scandalo che si è consumato in Egitto ai primi di gennaio. Era finito l'ossigeno a causa di problemi strutturali nel reparto di terapia intensiva. Pazienti ricoverati in terapia intensiva per coronavirus hanno perso la vita. L'immagine simbolo è sicuramente quella dell'infermiera andata nel panico più totale, mentre si consumava l'ennesima tragedia. Il tutto accade in un Paese che costruisce città faraoniche, che attirano capitali esteri per essere diventato l'Eldorado per il riciclaggio di danaro malavitoso, le mafie sicuramente avranno ringraziato la dittatura di Al Sisi. Accade in un Paese colpito dalla povertà estrema. E la dittatura come reagisce? A modo suo. Nel modo più scontato. Vietando la denuncia. Viene reso noto che l'ufficio del Ministero della Salute e della Popolazione ha inviato una decisione ufficiale a tutti gli ospedali con la quale comunica il divieto rigoroso di effettuare foto, video,  all'interno di strutture mediche, laboratori, ambulanze e altri enti affiliati al ministero. La scusa, ovviamente, è  quella di preservare la privacy, "il comfort e il diritto alla sicurezza del paziente, i lavoratori del settore sanitario e il personale medico". Certo. Ma la verità è ben nota. Visto che il tutto succede guarda caso dopo lo scandalo della terapia intensiva dove hanno perso la vita purtroppo diversi pazienti. Ed è venuto fuori grazie alle foto, ai video. Lo scopo è quello di occultare, nascondere la realtà, e vietare ogni tipo di denuncia, ogni tipo di giornalismo e libertà d'informazione. E se la osi questa libertà finisce in galera.  La decisione della Public Health Insurance Authority è talmente banale e scontata come banale e scontato è il modus operandi quella dittatura, che il popolo egiziano purtroppo continua a patire.

mb

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