Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

L'emergenza coronavirus insegna che va rivista la gestione della scuola. Serve un ente intermedio?



L'emergenza coronavirus ha messo sotto la luce come non accadeva da tempo tutto ciò che non va nel sistema scuola. E come sempre succede, soprattutto in Italia, dove siamo amanti del diabolico, visto che ci piace perseverare negli errori, ci accorgiamo di certe problematiche solo quando ti viene sbattuta in faccia la realtà. Della stabilità degli edifici, se c'è un terremoto, della questione trasporto scolastico, se accade una tragedia, e così via dicendo, ahimè. 
In tutto ciò è emerso un pò ovunque, con una pianificazione non omogenea nella ripresa della scuola, il trionfo delle ciacole, a partire dalla questione delle classi pollaio. Sono rimaste. Ci sono.  Altro che sarebbero sparite. Di epocale qui c'è stato solo il fumo. Tanto fumo negli occhi. Ed il tutto nel paradosso che pur essendo unico il sistema d'istruzione, ci sono stati tanti casi dove alcune scuole erano pronte a partire da settimane ed altre fino al giorno prima non avevano ancora completato le opere strutturali per garantire il distanziamento, casi con scuole che avevano i banchi singoli da anni, altre che non si sa quando avranno questi benedetti banchi.  In tutto ciò mi interrogo sul fatto se sia il caso di pensare ad un nuovo ente intermedio viste le criticità emerse e la necessità di dover meglio coordinare l'intervento nelle scuole. Ente che possa acquisire la competenza esclusiva nella gestione delle scuole. 
Una sorta di Agenzia territoriale per l'Istruzione. Sottraendo competenze e responsabilità agli Enti Locali tradizionale trasferendole direttamente a questo Ente specializzato esclusivamente nella gestione delle questioni scolastiche. Perchè quello che spesso manca è competenza, è efficacia dell'azione amministrativa, coordinamento, nel paradosso che nella scuola si sia realizzata la diseguaglianza più che altrove, a causa dei differenti trattamenti che vi sono tra i vari territori per ragioni plurime. Per fare ciò andrebbe rivista profondamente l'autonomia nella nostra regione che a dirla tutta negli ultimi decenni non ha proprio brillato in materia, pur essendo sulla carta regione a Statuto speciale.
mb

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