I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

Immagine
  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

L'Egitto che continua ad arrestare la libertà di stampa

Nella "classifica" mondiale l'Egitto si trova oltre la centosessantesima posizione nell'indice della libertà di stampa. Come dire, si fa prima a trovare l'ago nel pagliaio che una stampa libera di essere tale nel Paese delle piramidi.  Dal 2013 poi, da quando Al Sisi ha preso il potere, l'Egitto è precipitato di poco più di una quarantina di posizioni in questa classifica.  Dal 2015 l'Egitto è il Paese che incarcera più giornalisti al mondo. E ciò non è avvenuto a caso. C'è una dittatura militare al potere, che va avanti a colpi di decreti d'emergenza e militarizza tutto il militarizzabile. Tutto ciò che è ostile alla dittatura viene liquidato come terrorista o minaccia per la sicurezza nazionale. Se cadi in questa rete non ne esci. Nel 2016  Lina Attalah allieva del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Duino, dichiarava che "La morte di Giulio Regeni ha colpito a livello personale molti di noi, anche quelli che non lo conoscevano. La crudeltà delle persone che lo hanno ucciso non ha limiti e tutti noi possiamo essere le prossime vittime”. Una donna coraggiosa, attivista, giornalista e direttrice del giornale indipendente Mada Masr. Giornale che già venne attaccato nel maggio del 2017, nel 2019 subì la perquisizione negli uffici da parte delle forze di sicurezza, con tanto di arresti e detenzioni illegali, per arrivare all'arresto della direttrice di questo maggio 2020. Arrestata mentre stava facendo il suo lavoro di giornalista. Stava intervistando nei pressi del tremendo carcere di Tora, dove si continua ad essere uccisi suicidati e non solo, la madre di una nota attivista della rivoluzione del 2011 dove è lì imprigionato. Dopo diverse ore di galera è stata scarcerata su cauzione. L'Egitto è questo. Un Paese dittatoriale con il quale continuano diversi Paesi democratici ed occidentali, a partire dal nostro, a relazionarsi come se niente fosse. E tutto ciò è semplicemente scandaloso.
mb




Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?