I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

L'Egitto che continua ad arrestare la libertà di stampa

Nella "classifica" mondiale l'Egitto si trova oltre la centosessantesima posizione nell'indice della libertà di stampa. Come dire, si fa prima a trovare l'ago nel pagliaio che una stampa libera di essere tale nel Paese delle piramidi.  Dal 2013 poi, da quando Al Sisi ha preso il potere, l'Egitto è precipitato di poco più di una quarantina di posizioni in questa classifica.  Dal 2015 l'Egitto è il Paese che incarcera più giornalisti al mondo. E ciò non è avvenuto a caso. C'è una dittatura militare al potere, che va avanti a colpi di decreti d'emergenza e militarizza tutto il militarizzabile. Tutto ciò che è ostile alla dittatura viene liquidato come terrorista o minaccia per la sicurezza nazionale. Se cadi in questa rete non ne esci. Nel 2016  Lina Attalah allieva del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Duino, dichiarava che "La morte di Giulio Regeni ha colpito a livello personale molti di noi, anche quelli che non lo conoscevano. La crudeltà delle persone che lo hanno ucciso non ha limiti e tutti noi possiamo essere le prossime vittime”. Una donna coraggiosa, attivista, giornalista e direttrice del giornale indipendente Mada Masr. Giornale che già venne attaccato nel maggio del 2017, nel 2019 subì la perquisizione negli uffici da parte delle forze di sicurezza, con tanto di arresti e detenzioni illegali, per arrivare all'arresto della direttrice di questo maggio 2020. Arrestata mentre stava facendo il suo lavoro di giornalista. Stava intervistando nei pressi del tremendo carcere di Tora, dove si continua ad essere uccisi suicidati e non solo, la madre di una nota attivista della rivoluzione del 2011 dove è lì imprigionato. Dopo diverse ore di galera è stata scarcerata su cauzione. L'Egitto è questo. Un Paese dittatoriale con il quale continuano diversi Paesi democratici ed occidentali, a partire dal nostro, a relazionarsi come se niente fosse. E tutto ciò è semplicemente scandaloso.
mb




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