La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Ma ha ancora un senso l'Università popolare di Trieste?Non sarebbe preferibile sostenere direttamente la CNI?





L’Università Popolare di Trieste è un Ente Morale istituito nel 1899 per difendere, sostenere e incrementare la cultura Italiana a Trieste e in Istria, a Fiume e in Dalmazia. Nel loro sito si legge che l’Università Popolare di Trieste opera con il sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri del Governo Italiano e della Regione Friuli Venezia Giulia, in stretta collaborazione con gli organi e le strutture della Comunità Nazionale Italiana, organizzazione che raccoglie trentamila connazionali residenti in Croazia e Slovenia. Una storia secolare, che probabilmente sta conoscendo in questi anni la peggiore della sua lunga esistenza. E' commissariata e soprattutto, come evidenziato dall'inchiesta del Piccolo di Trieste del 6 dicembre, è in rosso. "Il totale delle perdite iscritte a stato patrimoniale (perdita conseguita dall'esercizio + perdite pregresse) risulta essere pari a 671.721." Ora, come è noto, non si sono riusciti a trovare meno di 300 mila euro per evitare lo spegnimento del canale satellitare di TV e Radio Capodistria. Cosa che ha menomato la libertà d'informazione della minoranza italiana. Forse sarebbe il caso di riflettere se ha un senso procurarsi quasi 700 mila euro, che rischiano di arrivare dalla Regione e ministero, ergo dai cittadini, come evidenziato dal Piccolo, per una realtà che forse è giunta al suo tempo? Che andrebbe ripensata? E' vero che organizza diverse iniziative, ma visto che lo scopo è quello soprattutto di incrementare la cultura italiana in Istria, Fiume e Dalmazia,oltre che a Trieste, non sarebbe preferibile eventualmente valutare di sostenere direttamente le attività svolte ad esempio dalla Comunità Nazionale italiana per le iniziative in Slovenia e Croazia? Sostenendo direttamente le istituzioni unitarie della Comunità Nazionale Italiana che contribuiscono a realizzare i diritti costituzionali della Comunità Italiana stessa? Come  la Casa Editrice EDIT di Fiume, l’Agenzia AIA di Capodistria, il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, il Dramma Italiano di Fiume, i Programmi Italiani di RTV Capodistria e l’Unione Italiana? Sono 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria. Una riflessione sarebbe più che doverosa.

mb

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