L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

FVG , territorio esposto all'interesse delle consorterie criminali e quella infiltrazione silenziosa delle mafie in regione



La relazione della DIA con la quale chiude il 2018 sottolinea che il nostro territorio, quello del Friuli Venezia Giulia, "appare evidentemente esposto all’interesse delle consorterie criminali che, avendo a disposizione ingenti capitali da investire, frutto di attività illecite, vedono nelle aree a maggior vocazione imprenditoriale un punto d’approdo, con una silente azione di infiltrazione nell’economia legale."
Si sottolinea, altresì, che "il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Trieste ha evidenziato, nella propria relazione inaugurale all’anno giudiziario 2019, come ad un costante calo dei reati di tipo predatorio stia, di contro, corrispondendo un aumento dei segnali sintomatici di una silente infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico della regione. Un rischio di infiltrazione mafiosa rilevato anche dalla “Commissione parlamentare antimafia” della XVII Legislatura nella relazione conclusiva. I dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, indicano come, allo stato, nella regione siano in atto le procedure per la gestione di 35 immobili, mentre altri 19 sono già stati destinati."

Nel suo intervento il Procuratore Generale all’assemblea per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 (pagg. 1-2): così si pronunciava:
“...Già da alcuni anni non avevamo mancato di registrare e segnalare situazioni di grave preoccupazione per episodi che denotavano tentativi di infiltrazioni criminali di stampo associativo mafioso; tentativi che si sono fatti più audaci e numerosi in vista di una sostanziale ripresa economica, un forte rilancio turistico e l’avvio di grandi opere infrastrutturali e portuali, tutte ghiotte occasioni per il riciclaggio dei notevoli proventi delle attività illecite. Alcuni di questi tentativi sono stati portati a compimento dimostrando la concreta volontà della criminalità organizzata di radicarsi sul territorio al fine di inserirsi e condizionare le attività economiche locali”.

Il quadro sulla provincia di Trieste
Si sottolinea che pur non rilevando elementi certi di radicamento di consorterie criminali organizzate, alcune evidenze lasciano presupporre, come detto, tentativi di infiltrazione dell’economia da parte di alcuni gruppi mafiosi con finalità di riciclaggio. Proprio la DDA di Trieste ha coordinato le indagini, sviluppate dalla DIA e dalla Guardia di finanza, relative ad una truffa organizzata da un intermediario finanziario di Portogruaro (VE) ai danni di numerosi investitori. 
Una particolare attenzione emerge ovviamente sul porto commerciale di Trieste che "costituisce, un importante snodo commerciale a livello internazionale, riconosciuto nel 2017 come “Porto Franco ampliato”, con le relative franchigie fiscali, ampliate dal Decreto interministeriale del 13 luglio 2017, n. 3681052, con la potestà dell’Autorità portuale di gestire il regime doganale per favorire l’importazione e l’esportazione di beni. In tema di prevenzione, il Prefetto di Trieste ha emesso, nel dicembre 2017, un’interdittiva antimafia nei confronti di una società operante all’interno del porto, nello strategico settore del rifornimento di carburante."
Provincia di Gorizia
"Al pari di Trieste, anche il territorio della provincia di Gorizia si contraddistingue per le importanti attività commerciali e per i cantieri navali di Monfalcone. Già nel 2013, risultanze investigative della DIA avevano evidenziato tentativi di infiltrazione negli appalti del polo cantieristico da parte di un imprenditorie di Palermo, considerato contiguo a Cosa nostra. In questo contesto, si segnala l’operatività di compagini straniere. L’operazione “Crimini d’oriente” è stata conclusa, il 31 agosto 2018, dai Carabinieri di Gorizia con l’arresto di 5 cittadini cinesi responsabili di rapine ai danni di loro connazionali."

Provincia di Pordenone 
"Anche la provincia di Pordenone ha mostrato, da tempo, diversi interessamenti da parte delle consorterie mafiose. Risalenti sono alcune misure cautelari emesse a carico di soggetti riconducibili a Cosa nostra organici alla famiglia degli EMMANUELLO di Gela (CL), impegnati nel settore delle costruzioni nella località di Aviano. Più recenti risultanze investigative hanno fatto rilevare come soggetti contigui alla criminalità calabrese si fossero inseriti nel tessuto economico della provincia. In particolare, un’attività di indagine del 2016 aveva evidenziato la silente infiltrazione nell’economia legale della regione per il reimpiego di ingenti capitali da parte di un gruppo criminale trasversale, riconducibile alla ‘ndrangheta, alla camorra ed al clan dei CASAMONICA. Il sequestro operato su disposizione del Tribunale di Roma nell’ambito dell’operazione “All’ombra del Cupolone” ha ricostruito una fitta rete di cointeressenze illecite tra i sodalizi criminali suindicati, che hanno coinvolto diverse realtà territoriali. Sempre nel territorio della provincia è stato, inoltre, tratto in arresto un soggetto di origine campana che, approfittando dello stato di necessità di un commerciante della zona, si era offerto di dare un prestito, salvo poi pretese di interessi usurari. La criminalità pugliese, come in altre regioni, ha fatto registrare forme di “pendolarismo criminale” finalizzate alla commissione di reati predatori. Va segnalata, ancora nell’area di Pordenone, l’attività investigativa conclusa dalla Polizia di Stato che, nell’agosto 2018, ha disvelato un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione di donne clandestine, prevalentemente originarie della Thailandia e della Cambogia."

Provincia di Udine 
"Relativamente alla provincia di Udine va evidenziato come risulti, nel corso degli anni, la presenza di soggetti collegati alla camorra attivi nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento, talvolta mediante la costituzione di società utilizzate per schermare altre attività illecite, quali lo spaccio di sostanze stupefacenti. Va segnalato, anche se apparentemente non collegato a fenomeni criminali locali, che nell’ottobre 2018, all’uscita della barriera autostradale di Ugovizza (UD), i Carabinieri hanno fermato un soggetto originario di La Spezia, residente a Striano (NA), mentre trasportava armi illegali, reperite verosimilmente in Austria. L’interessamento al territorio anche da parte della ‘ndrangheta è emerso in un’ulteriore attività investigativa del 2017, conclusa con il sequestro di 2 negozi di abbigliamento in un centro commerciale della zona, acquisiti da soggetti contigui alla cosca PIROMALLI. L’attività investigativa aveva riguardato varie zone della penisola, con 40 indagati e altre 19 attività commerciali sequestrate tra la Calabria e altre regioni del nord Italia. L’interesse di soggetti contigui alla criminalità siciliana è invece stata confermata da attività investigative risalenti nel tempo che si sono concluse con una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di un imprenditore vicino al mandamento di RESUTTANA con interessi e società nelle province di Udine e Palermo. Per quanto concerne la comunità cinese, radicata nel tessuto economico locale, recenti indagini ne hanno riscontrato la gestione della prostituzione all’interno di centri estetici e di centri massaggi"
mb

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