Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Quell'Africa che ha rubato il tempo,dalla mancata verità per Giulio Regeni, al silenzio su Silvia Romano

11 mesi dal rapimento di Silvia Romano in Kenya. 45 mesi dal sequestro e barbaro omicidio di stato di Giulio in Egitto. Due ragazzi giovanissimi, due volti sorridenti, due cittadini del mondo, in quell'Africa che ha "rubato" loro il tempo. Lo ha rubato a Giulio, un sistema criminale dittatoriale al potere che per tutelare se stesso e chi funzionale al mantenimento dello status quo nega verità e giustizia, cioè dignità a Giulio, alla sua famiglia. Il tempo si è fermato in quelle ore del 25 gennaio del 2016 al Cairo. Da quel momento il mondo è come se fosse entrato in uno stato di profonda glacializzazione. Le ore passano perchè devono passare, i mesi trascorrono, le stagioni si mescolano e si danno il cambio. Ma tutto si è fermato in quel maledetto giorno al Cairo.  E fino a quando verità e giustizia non ci sarà, si continuerà a vivere in uno stato di sospensione in quel tempo rubato dall'Africa. E quel giorno, perchè quel giorno arriverà, quando verità e giustizia sarà, perchè conquistata, saranno tante le "teste" a cadere in Egitto e fuori dall'Egitto. Tempo sospeso è anche per Silvia. Rapita non si sa bene da chi, in mano, non si sa bene di chi. Non si sa niente. Non si da dove sia, si spera sia viva, si spera. Si spera di ricevere quella benedetta telefonata. Si spera. Magari sentendo la sua voce. Si spera. Che la famiglia ogni giorno attende. L'attesa. Attende che il tempo riprenda il suo corso. Nel bene, o nel male. Il silenzio, dal logoramento, sul caso di Silvia, e quella verità che non c'è, sul caso di Giulio in quell'Africa tanto vittima, quanto colpevole. Un Paese che non fa tutto quello è che nelle sue possibilità per infrangere il silenzio sul caso di Silvia per riportarla a casa, un Paese che non fa tutto quello che deve fare per fare giustizia e conquistare la verità sul caso di Giulio, che Paese è? Sicuramente non un Paese degno di definirsi libero.

mb

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