Ma i triestini cosa nel pensano nel vedere associato il nome della città ad una nave militare italiana?

La nuova LHD rimpiazzerà la portaeromobili Garibaldi. Una enorme nave della Marina Militare italiana che entrerà in servizio nel 2022, battezzata con il nome della città di Trieste. Sarà nota, insomma, come la Trieste. Il tutto a distanza di 90 anni esatti  dall'ultima nave della Marina militare chiamata con il nome della città di Trieste. Il primo Trieste risale all'incrociatore pesante della Regia Marina che faceva parte della classe Trento. Realizzato nella città giuliana, consegnato il 3 aprile del 1929, sotto il regime fascista, affondato nel 1942 con 77 morti e 75 feriti gravi. Il 25 maggio del 2019, il giorno dopo l'anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale, in Campania è stata varata quella che è stata definita come "la più grande nave militare italiana costruita nel Dopoguerra."  E la città di Trieste donerà alla stessa la Bandiera di guerra. Come si legge nel sito della Fincantieri la nave Landing Helicopter Dock (LHD) ha la sua missione principale nel trasporto di personale, veicoli e carichi e nel trasferimento a terra degli stessi in aree portuali tramite i sistemi di bordo e in zone non attrezzate tramite imbarcazioni di varia tipologia (tra cui spiccano le piccole unità da sbarco tipo LCM con capacità di carico fino a 60 tonnellate, quattro delle quali possono essere ricoverate, varate e recuperate tramite un bacino allagabile situato nella poppa della nave). Il profilo di impiego militare della LHD prevede il trasporto e lo sbarco, in zone attrezzate e non, di truppe, veicoli militari e attrezzature logistiche utilizzando le apparecchiature e i mezzi di trasferimento in dotazione.





Il profilo di impiego civile prevede: supporto sanitario e ospedaliero;  trasporto e sbarco anche in zone non attrezzate di personale e mezzi di soccorso ruotati o cingolati, fornitura a terra di acqua potabile tramite dissalatori di bordo o depositi nave,fornitura di corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw e distribuzione della stessa tramite unità di conversione e distribuzione containerizzate, possibilità di ospitare a bordo personale specialistico o di ricoverare personale civile fino a 700 unità più un numero analogo in unità abitative containerizzate,  base per operazioni di soccorso tramite elicotteri e battelli di dotazione organica.

Armata ovviamente con gli armamenti dell'ultima generazione. Quello che ci si chiede, ma i triestini, cosa ne pensano del fatto di vedere associato il nome della propria città ad una nave militare italiana? A 90 anni esatti dall'ultima volta dall'incrociatore Trieste? Sarebbe stato giusto consultare i cittadini, vista la portata di questa operazione, piuttosto che trovarsi per l'ennesima volta calate le decisioni unilateralmente dall'alto. Perchè quando questa nave verrà impiegata in qualche missione di guerra, spacciata per "umanitaria" non sarà proprio il massimo vedere associato il nome di Trieste a certe operazioni. Città che sta cercando di lasciarsi alle spalle quel '900 a cui è legata in modo potente e ogni volta che si cerca di fare un passo in avanti, verso altri orizzonti, viene inesorabilmente trascinata indietro nel tempo.

mb

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