Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Chi sta proteggendo l'Egitto sul caso di Giulio Regeni?

Chi sta proteggendo la dittatura egiziana sul caso di Giulio Regeni ? Solo se stessa, come apparato di potere? Oppure è implicato anche qualcos'altro? O meglio, qualcun altro degli "amici" dell'Egitto? Dei sospetti sorgono. Ha creato un blocco. Questo blocco è per tutelare solo se stessa? Come apparato di potere? E non ci si deve mai dimenticare il quando, volutamente, è stato fatto ritrovare il corpo di Giulio. Il 3 febbraio del 2016. Mentre era in corso un summit con esponenti del governo italiano ed imprenditori italiani in Egitto. Da lì è iniziata la tremenda azione di depistaggi contro Giulio. Giulio era già stato ucciso quando venne fatto ritrovare il corpo, probabilmente dal giorno prima. Sono stati fatti i nomi di esponenti di spicco della National Security, sono decine le persone implicate, tutte funzionali al mantenimento del potere dell'attuale dittatura. Ma l'Egitto sarebbe il primo ad avere interesse a collaborare. Potrebbero consegnare alla giustizia qualche testa "sacrificabile". Certo, ci hanno provato con una banda di ragazzi, ammazzati come niente.
 Ma da tempo gli indizi, gravi e precisi concordanti conducono verso una sola direzione. Quella degli apparati di sicurezza egiziani. Certo, la dittatura egiziana è tremenda. Spazza via tutte le opposizioni, controlla i sindacati, tutto ciò che non è allineato viene liquidato come terrorista o pericoloso per la sicurezza nazionale.  Gli egiziani, che controllavano Giulio fin dall'inizio, sapevano che era italiano. Possibile che tramite i loro canali non si siano mai rivolti, anche se informalmente, agli amici millenari "italiani" per capire chi fosse Giulio? Chi sta proteggendo l'Egitto sul caso Giulio Regeni? Perchè se cadono le teste egiziane, sicuramente cadranno anche altre teste, se coinvolte. Quello che ci si deve chiedere è se in questa agghiacciante storia è coinvolta anche qualche soggettività "straniera" o amica degli egiziani che ha tutto l'interesse che verità vera e giustizia giusta non si abbia mai.  Intanto, in Egitto, si stanno registrando le repressioni di massa più estese degli ultimi anni, da quando si è insediata la dittatura dal 2013. Circa 2000 arresti contro chi chiede di rovesciare Al Sisi. Proteste partite con i segreti di Mohamed Ali, con cui si chiede democrazia e libertà oltre a dignità per il popolo egiziano. Quella che la dittatura calpesta. Nel frattempo, pero, lo speaker del parlamento egiziano, in modo orgoglioso, equipara, Al Sisi ad Hitler, positivamente, perchè come Hitler anche Al Sisi sta costruendo delle cose importanti in Egitto. Il classico esempio del nazismo buono. Dietro il quale si nasconde corruzione e miseria e terrore. Discorso orripilante che dovrebbe suscitare le reazioni delle principali democrazie occidentali che continuano a mietere affari con quel regime che è probabilmente il più nazifascista di questo nuovo millennio nel nostro mondo. Ed una delle vittime di quel regime nazifascista è stato Giulio. Questo Egitto non può che essere dichiarato insicuro, non amico dell'Italia e l'ambasciatore, che ha fallito la propria missione sul caso di Giulio, sempre che l'abbia mai iniziata, va richiamato. Cosa si aspetta a compiere questi passi?
mb

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