L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Il grande giorno per l'Egitto è arrivato, la dittatura di Al Sisi è oramai destinata a cadere



Il giorno della grande chiamata è arrivato. L'Egitto è a un grane bivio. C'è stata la chiamata di almeno 1 milione di egiziani in tutte le principali piazze dell'Egitto per rovesciare Al Sisi. Il tutto, ricordiamolo, è nato dalla rete, con il volto di un noto attore egiziano, che al momento si trova in Spagna, che con i suoi video, dopo aver collaborato per 15 anni con l'esercito egiziano, ha deciso di denunciare il sistema di corruzione e malaffare che connota la dittatura egiziana. Milioni di visualizzazioni, i segreti di Mohamed Ali, hanno fatto il giro dell'Egitto. Arriva, intanto, l'avviso dell'Ambasciata italiana: Venerdì' 27 settembre potrebbero verificarsi manifestazioni e scontri nelle principali città del paese. Si raccomanda cautela, di evitare assembramenti, di seguire le indicazioni delle Autorità locali e di monitorare la situazione attraverso i media.

Le autorità egiziane hanno fatto intendere che non faranno sconti. Ci sono state già decine e decine di arresti e repressioni. Questa rivoluzione, se rivoluzione sarà, è la conseguenza di sei anni di brutale dittatura. Ricordiamo che Al Sisi prese il potere con un colpo di stato nel 2013 ribaltando l'unico presidente democraticamente eletto dell'Egitto, Morsi, ucciso, poi, in carcere.  
Una rivoluzione della pancia, che nasce perchè il paese soffre la fame mentre il regime continua a sperperare danari pubblici per palazzi e costruire città per ricchi. Parte dalla pancia ma è anche l'espressione di una chiara volontà di cambiare radicalmente marcia. Si chiede democrazia, uno stato laico e che guardi ai modelli europei. 
Ma l'unica cosa certa è che questa dittatura, non è più tollerata in Egitto, e se non sarà oggi, sarà domani. Ma il suo destino è stato scritto. Cadrà.

mb

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