Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Il grande giorno per l'Egitto è arrivato, la dittatura di Al Sisi è oramai destinata a cadere



Il giorno della grande chiamata è arrivato. L'Egitto è a un grane bivio. C'è stata la chiamata di almeno 1 milione di egiziani in tutte le principali piazze dell'Egitto per rovesciare Al Sisi. Il tutto, ricordiamolo, è nato dalla rete, con il volto di un noto attore egiziano, che al momento si trova in Spagna, che con i suoi video, dopo aver collaborato per 15 anni con l'esercito egiziano, ha deciso di denunciare il sistema di corruzione e malaffare che connota la dittatura egiziana. Milioni di visualizzazioni, i segreti di Mohamed Ali, hanno fatto il giro dell'Egitto. Arriva, intanto, l'avviso dell'Ambasciata italiana: Venerdì' 27 settembre potrebbero verificarsi manifestazioni e scontri nelle principali città del paese. Si raccomanda cautela, di evitare assembramenti, di seguire le indicazioni delle Autorità locali e di monitorare la situazione attraverso i media.

Le autorità egiziane hanno fatto intendere che non faranno sconti. Ci sono state già decine e decine di arresti e repressioni. Questa rivoluzione, se rivoluzione sarà, è la conseguenza di sei anni di brutale dittatura. Ricordiamo che Al Sisi prese il potere con un colpo di stato nel 2013 ribaltando l'unico presidente democraticamente eletto dell'Egitto, Morsi, ucciso, poi, in carcere.  
Una rivoluzione della pancia, che nasce perchè il paese soffre la fame mentre il regime continua a sperperare danari pubblici per palazzi e costruire città per ricchi. Parte dalla pancia ma è anche l'espressione di una chiara volontà di cambiare radicalmente marcia. Si chiede democrazia, uno stato laico e che guardi ai modelli europei. 
Ma l'unica cosa certa è che questa dittatura, non è più tollerata in Egitto, e se non sarà oggi, sarà domani. Ma il suo destino è stato scritto. Cadrà.

mb

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