Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Il grande giorno per l'Egitto è arrivato, la dittatura di Al Sisi è oramai destinata a cadere



Il giorno della grande chiamata è arrivato. L'Egitto è a un grane bivio. C'è stata la chiamata di almeno 1 milione di egiziani in tutte le principali piazze dell'Egitto per rovesciare Al Sisi. Il tutto, ricordiamolo, è nato dalla rete, con il volto di un noto attore egiziano, che al momento si trova in Spagna, che con i suoi video, dopo aver collaborato per 15 anni con l'esercito egiziano, ha deciso di denunciare il sistema di corruzione e malaffare che connota la dittatura egiziana. Milioni di visualizzazioni, i segreti di Mohamed Ali, hanno fatto il giro dell'Egitto. Arriva, intanto, l'avviso dell'Ambasciata italiana: Venerdì' 27 settembre potrebbero verificarsi manifestazioni e scontri nelle principali città del paese. Si raccomanda cautela, di evitare assembramenti, di seguire le indicazioni delle Autorità locali e di monitorare la situazione attraverso i media.

Le autorità egiziane hanno fatto intendere che non faranno sconti. Ci sono state già decine e decine di arresti e repressioni. Questa rivoluzione, se rivoluzione sarà, è la conseguenza di sei anni di brutale dittatura. Ricordiamo che Al Sisi prese il potere con un colpo di stato nel 2013 ribaltando l'unico presidente democraticamente eletto dell'Egitto, Morsi, ucciso, poi, in carcere.  
Una rivoluzione della pancia, che nasce perchè il paese soffre la fame mentre il regime continua a sperperare danari pubblici per palazzi e costruire città per ricchi. Parte dalla pancia ma è anche l'espressione di una chiara volontà di cambiare radicalmente marcia. Si chiede democrazia, uno stato laico e che guardi ai modelli europei. 
Ma l'unica cosa certa è che questa dittatura, non è più tollerata in Egitto, e se non sarà oggi, sarà domani. Ma il suo destino è stato scritto. Cadrà.

mb

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